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Lo stress: amico o nemico?

05 marzo 2015
Lo stress amico o nemico

Stanchezza, irritabilità, ansia, mal di testa, digestione lenta, bruciori di stomaco, disturbi del sonno, a volte herpes sulle labbra e addirittura battiti cardiaci che sembrano impazzire quando ci si trova al cospetto del proprio capo o di un professore. E per non farsi mancare nulla, aggiungiamoci anche un calo delle difese immunitarie e la conseguente facilità ad ammalarsi. Sono solo alcuni dei tanti sintomi legati da un unico “filo rosso”: lo stress. Con questo termine si definisce uno stato di tensione fisica e mentale, capace di colpire quelli che sono riconosciuti come organi bersaglio, come il cuore, lo stomaco o l’intestino e non solo. Quella che sembra solo una risposta sbagliata, di un organismo che viene sollecitato troppo a lungo, in realtà è una reazione tipica di adattamento del corpo ad un generico cambiamento fisico o psichico. Vediamo quando si può parlare di stress “amico” e quando invece può essere un “nemico”.

Cos’è lo stress

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È necessario innanzitutto fare un po’ di chiarezza. La definizione scientifica di stress risale al 1936, quando il medico austriaco Hans Selye, osservando la reazione di alcuni mammiferi, definì per la prima volta lo stress come “una risposta aspecifica dell'organismo alle richieste che riceve”.

In pratica, lo stress è la conseguenza delle nostre abitudini, soprattutto di quelle che ci vengono imposte dai ritmi di lavoro, dallo studio intenso o da una vita poco soddisfacente. In realtà però, come anticipavamo, lo stress non è sempre negativo: esso consente al corpo e alla mente di adattarsi alle varie situazioni che possono presentarsi. Il corpo umano, infatti, ha dei sistemi di controllo che tendono a mantenerlo in equilibrio e la reazione di stress concorre a questo scopo. Infatti il corpo reagisce “stressandoci” ad esempio, dopo un’intensa emozione o nel corso di un’infezione virale, quando il fisico ha bisogno di reagire al meglio per assicurarsi il massimo delle prestazioni. La risposta dell'organismo a tali stimoli esterni viene definita appunto "adattamento": un complesso meccanismo che interessa il sistema nervoso e il sistema ghiandolare endocrino, e assume forme diverse a seconda della natura del fattore stressante e del carattere dell'individuo.

Un “sistema” difensivo quindi, che si mette in moto e passa attraverso diverse fasi:

  • 1° fase: il cervello stabilisce anzitutto se si tratti o meno di un evento stressante. Ciò viene vagliato anche sulla base della situazione, delle esperienze passate e del carattere dell’individuo
  • 2° fase: una volta stabilito che la situazione sia stressante, il sistema nervoso attiva una risposta neuro-endocrina mediante l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene e il sistema nervoso vegetativo
  • 3° fase: vengono attivate a loro volta risposte cardiovascolari, immunitarie, endocrine, metaboliche e comportamentali per gestire lo stress e mantenere l’equilibrio interno dell’organismo attraverso il cambiamento
  • 4° fase: il nostro organismo, così attivato, decide come comportarsi di fronte allo stress: lottare (fight), fuggire (flight), o gestire la situazione (coping)

Ad esempio tra gli ormoni prodotti dall’ipofisi, ci sono anche il cortisolo, e l’adrenalina: il cortisolo, favorendo l’attività cerebrale, può garantirci un aumento delle prestazioni intellettive nel caso di un esame universitario o di un colloquio di lavoro, mentre altri ormoni, come le catecolamine (adrenalina e noradrenalina), sono in grado di attivare altri, come quello cardiovascolare e quello respiratorio.

Quando lo stress diventa eccessivo e cronico                          

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La reazione di stress prevede, come dicevamo, diversi momenti. Un primo momento positivo, in grado di aiutare il corpo a reagire meglio. Un secondo periodo in cui il corpo è leggermente meno “efficace” nelle sue risposte, e infine si arriva ad un momento più preoccupante, in cui lo stress diventa cronico e il corpo appare provato sia sotto l’aspetto fisico che psicologico.

A questo punto la persona può reagire o “esternando” la sensazione di malessere o veicolando la tensione attraverso il corpo, che spesso si svela sotto forma di ansia e irritabilità. Ma, soprattutto, è in questo momento che possono manifestarsi i classici sintomi correlati allo stress:

  • acidità, bruciore di stomaco digestione lenta
  • alterazioni del normale ritmo della respirazione con la comparsa di respiri più affannosi
  • tensioni e dolori muscolari
  • mal di testa
  • disturbi del sonno, dalla difficoltà ad iniziarlo, all'interruzione, al risveglio precoce
  • senso di affaticamento
  • ritmo cardiaco irregolare
  • aumento della pressione arteriosa
  • aumento o perdita di peso
  • disturbi della pelle di varia natura
  • spasmi e dolori della mandibola
  • riduzione delle difese immunitarie e, a volte, comparsa di herpes labialis
  • eccesso di sudorazione, locale (specie ad ascelle, mani e piedi) o generalizzati

Come affrontare lo stress

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La prevenzione è fondamentale per ridurre il “logorio della vita moderna” (così recitava una pubblicità di successo di qualche anno fa). Per questo è importante:

  • cercare di ridurre gli elementi che alimentano lo stato di malessere. Ad esempio occorre prestare attenzione all’ambiente, evitando microclimi eccessivamente “provanti” per l’organismo, ricordando che anche sul lavoro e nella vita privata, se possibile, è meglio limitare le situazioni che possono indurre una forte tensione emotiva che si mantiene nel tempo
  • svolgere un’attività fisica regolare. Al termine di uno sforzo ci si sente stanchi e provati, ma per il corpo è molto meglio essere “stressato” dalla fatica fisica che da quella emotiva
  • fare attenzione alla dieta: meglio ridurre le carni a favore di frutta e verdura. E soprattutto occhio ai condimenti eccessivi che “affaticano” l’apparato digerente e lo stomaco, accentuando i sintomi gastrointestinali
  • sfruttare al meglio la vita familiare e o quella sociale per ricaricarsi: il benessere con il partner e con i figli, la presenza di amici con cui parlare e, in generale, una vita sociale gratificante rappresentano  un’efficace contromisura antistress

Per il resto, nelle fasi in cui i sintomi dello stress sono particolarmente intensi, un aiuto efficace può venire dai farmaci di automedicazione, che hanno appunto una valida azione sintomatica e consentono di contrastare i fastidi. Ovviamente per ogni persona, sulla scorta dei disturbi predominanti, si può individuare la soluzione più utile ed indicata. Grazie a questi medicinali, distinguibili per il “bollino rosso” sulla confezione, si può ottenere un valido sollievo dai problemi dell’apparato digerente, dal mal di testa e dalle tensioni muscolari, e quando occorre combattere ansia ed insonnia. In attesa, ovviamente, di riuscire a modificare le condizioni di vita che rendono lo stress cronico, facendone un nemico per la salute.

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