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I mille volti dell’allergia

09 aprile 2015
percheallergie

Allergia: termine di derivazione greca che significa “reagire in modo diverso”. Oggi in Italia almeno una persona su quattro deve fare i conti con questa “reazione sbagliata” dell’organismo, che scatena il proprio sistema difensivo quando entra in contatto con sostanze estranee, i cosiddetti allergeni, normalmente innocue se non si è allergici. I sintomi legati a questa situazione possono essere molto diversi, in base al tipo di apparato che viene coinvolto dal processo patologico, pur senza dimenticare che spesso il sistema immunitario non è così “preciso” nel selezionare la sede della reazione e i sintomi possono sovrapporsi in una stessa persona. Nelle forme più semplici di rinite allergica, volgarmente nota come “raffreddore da fieno”, si va incontro a starnuti a ripetizione, naso chiuso e gocciolante con produzione di muco. Molto spesso sono coinvolti anche gli occhi che manifestano arrossamenti, bruciori, lacrimazione incontrollata, maggiore sensibilità alla luce. Se viene interessata la pelle, si possono avere prurito e la comparsa di macchioline simili a quelle dell’orticaria. Nel caso di coinvolgimento dei bronchi, la sensazione di non poter respirare liberamente e la “fame d’aria” sono i classici segni del restringimento delle vie del respiro. Infine mal di pancia, diarrea e altri problemi gastrointestinali possono indicare che si è sviluppata un’allergia di tipo alimentare.

Cos’è l’allergia


L’allergia è un errore del sistema immunitario che reagisce in maniera “sbagliata” ed eccessiva, fino a provocare disturbi, nei confronti di sostanze innocue per le persone normali. Queste sostanze si chiamano allergeni e sono in grado di stimolare la reazione allergica. Possono essere inalati con il respiro, come avviene per i pollini, la forfora dei peli di animale e gli acari, ingeriti, come accade con i farmaci e gli alimenti, entrare con punture come il veleno di insetti oppure scatenare i fastidi semplicemente entrando in contatto con la pelle e le mucose, come accade ad esempio per i metalli e cosmetici.

Ma come nasce un fenomeno allergico? Proviamo a ripercorrerlo per tappe: innanzitutto è necessario che la persona sia “sensibilizzata”, cioè occorre che l’organismo entri in contatto almeno una volta con l’allergene e lo riconosca come “estraneo”. L’allergene è dotato di un antigene esterno, cioè la molecola in grado di essere “individuata” dall’apparato difensivo. Quando entra nell’organismo l’antigene viene “riconosciuto” da particolari cellule del sistema immunitario, i mastociti, che operano come “spazzini”, inglobano ed espellono le sostanze riconosciute come estranee. Una volta che l’allergene (chimicamente si tratta si polisaccaridi, cioè zuccheri complessi, oppure di proteine) è stato fagocitato dalla cellula viene rotto in piccoli pezzi. È a questo punto che alcuni frammenti dotati di capacità antigenica, cioè potenzialmente riconoscibili dall’organismo, vengono portati all’esterno della cellule, dove vengono legati dai linfociti T. Questa “unione” stimola la produzione dell’interleuchina 4, una sostanza che amplifica una che a sua volta favorisce la trasformazione dei precursori delle immunoglobuline, i linfociti B, in anticorpi. Nascono così le immunoglobuline E specifiche (IgE), una particolare classe di anticorpi prodotta in risposta al contatto con l’allergene, i cui valori nel sangue aumentano nelle persone allergiche. Queste si legano ai linfociti e ai mastociti, sensibilizzandoli definitivamente. Al successivo contatto con l’allergene, sia esso un polline o un composto chimico o piuttosto una forfora di animale, potranno partire le manifestazioni allergiche.

 I tanti volti dell’allergia: la rinite allergica


 Le reazioni allergiche possono essere di diversi tipi e determinate da differenti tipologie di allergeni:

  • da inalazione - pollini, acari, forfora di animali, muffe
  • da ingestione - alimenti, farmaci e sostanza chimiche più in generale
  • da puntura di insetti
  • da contatto - metalli, cosmetici, etc.

 In tutti i casi, queste situazioni generano sintomi a carico dell’apparato respiratorio, gastrointestinale o a livello della pelle. Con l’avvicinarsi della bella stagione particolarmente diffusa è, a carico dell’apparato respiratorio, la rinite allergica, che si manifesta a causa della presenza nell’aria di numerosi pollini legati alla fioritura, più abbondante in primavera, delle diverse piante che poi, spinti dal vento, si possono ritrovare anche a distanza di chilometri dal punto di partenza. Le manifestazioni allergiche di questo tipo possono essere legate anche ad acari della polvere, a muffe o ad altri possibili incolpevoli stimolatori del sistema immunitario presenti nell’ambiente. In questo caso si parla di allergie “perenni”, che quindi si presentano indifferentemente in tutti i periodi dell’anno quando si entra a contatto con l’allergene incriminato.

La rinite allergica compare tipicamente in seguito all’esposizione agli allergeni nei confronti dei quali la mucosa nasale è sensibilizzata. I sintomi principali sono prurito, ostruzione nasale, starnuti e rinorrea acquosa, con muco biancastro, e può essere a volte associata a lacrimazione, congiuntivite e tosse secca. Il quadro può essere facilmente riconosciuto da quello legato a infezioni batteriche o virali: in questo caso infatti ai classici starnuti e alla sensazione di naso chiuso si associano la rinorrea mucopurulenta (il muco prodotto è cioè denso e di colore giallo-verde) e a volte la febbre.

 Come affrontare l’allergia


 Nelle forme più gravi è sempre necessario il coinvolgimento del medico, che può indicare terapie mirate da prescrizione oltre che, quando possibile, tentare un trattamento desensibilizzante attraverso il vaccino che mira a ridurre nel tempo l’intensità della reazione allergica. Nei casi in cui i sintomi siano legati alla rinite allergica, per controllarli efficacemente, si può anche puntare sui farmaci di automedicazione: tra i più utilizzati ci sono gli antistaminici, sia a uso topico che sistemico. In particolare tra i farmaci a uso sistemico troviamo cetirizina, loratadina,prometazina e difenidramina. Questi vengono spesso associati a spray nasali e colliri contenenti desclorofeniramina, difenidramina e prometazina, e a vasocostrittori sotto forma di spray nasali, come efedrina e naftazolina e pseudoefedrina. È importante fare un uso appropriato di questo tipo di spray, poiché in caso di abuso si possono determinare effetti nocivi sulla mucosa del naso. Un’altra categoria di farmaci di automedicazione è quella dei decongestionanti, che possono essere impiegati per il trattamento di riniti, raffreddore, sinusiti. Sono disponibili in spray nasali o come colliri decongestionanti in caso di congiuntivite.

 L’automedicazione per la rinite allergica e altre forme di allergia

  • Antistaminici per uso topico

    Trattamento sintomatico locale di fenomeni irritativi cutanei localizzati, caratterizzati da rossore, bruciore e prurito, quali dermatiti pruriginose, punture di insetto ed eritemi solari. In forma di spray o colliri sono usati per il trattamento di riniti e congiuntiviti allergiche stagionali.

  • Antistaminici orali

    Trattamento sintomatico di breve durata dei sintomi allergici come orticaria, prurito, riniti e congiuntiviti allergiche stagionali con rinorrea, prurito nasale e/o oculare, starnutazione e lacrimazione. 

  • Vasocostrittori

Decongestionanti per il trattamento di riniti, raffreddore, sinusiti. Sono disponibili in spray nasali o come colliri decongestionanti in caso di congiuntivite.

 Per maggiori informazioni su trattamento e principi attivi clicca qui per consultare la scheda disturbo.

 Oltre a trattare i sintomi che fare?

 Non solo i pollini danno fastidio a chi soffre di allergia. Di seguito alcune semplici regole da seguire dentro e fuori casa per limitare i rischi:

Attenzione alle #muffe, asciugare le pareti della doccia dopo il bagno e togliere subito gli indumenti bagnati dalla lavatrice.

  • Prevenire e ridurre al minimo le muffe, che attecchiscono in luoghi bui e umidi, per cui occorre mantenere la casa asciutta, riducendo l’accumulo di umidità. Per esempio usando un deumidificatore, asciugando le pareti della doccia dopo il bagno e togliendo subito gli indumenti bagnati dalla lavatrice.

 Attenzione agli #acari, ricoprire materassi e cuscini con fodere anallergiche.Eliminare gli acari. Gli acari della polvere si riproducono in punti in cui la polvere tende ad accumularsi Meglio ricoprire i materassi e i cuscini con fodere anallergiche e scegliere mobili in materiali che non attirano la polvere (come vinile, legno, metallo o pelle), anziché articoli imbottiti.

  • Avere cura della gestione e manutenzione dell’arredamento assicurandosi che venga effettuata una regolare pulizia delle superfici su cui possono depositarsi acari e allergeni (moquette, libreria, ecc.), oltre ad evitare accumulo di carta, utilizzare i contenitori previsti per i rifiuti, non ostruire le grate dei condizionatori.

 Attenzione a #fido e #felix, mantenete i vostri amici puliti per rimuovere il più possibile gli allergeni dal loro pelo.Attenzione a Fido e Felix. È importante ridurre la forfora degli animali domestici. Se possibile lavare gli animali una volta alla settimana al fine di rimuovere il più possibile gli allergeni dal loro pelo e tenerli lontano dai mobili imbottiti, che possono trattenere gli allergeni.

  • Stop agli scarafaggi. Gli scarafaggi depositano le uova e lasciano dietro di sé escrementi che possono scatenare l’insorgenza di allergie. Per prevenire il problema bisogna eliminare regolarmente i residui alimentari in cucina e conservare gli alimenti in contenitori ermetici.

Speciale #Allergie – Se soffrite di allergie controllate i filtri dei condizionatori: nei condotti degli apparecchi possono annidarsi acari, muffe e allergeni di varia origine.Controllare condizionatori e deumidificatori perché se non controllati, possono creare problemi. Nei filtri e nei condotti degli apparecchi possono annidarsi acari, polveri, muffe, allergeni di varia origine responsabili di numerose allergie e problemi respiratori.

Attenzione ai prodotti per la pulizia: ricordatevi di ventilare gli ambienti in cui sono stati utilizzati perché possono influenzare la qualità dell’aria indoorAttenzione ai prodotti per la pulizia perché la qualità dell’aria indoor può essere influenzata da alcune sostanze presenti nei prodotti per la pulizia, come disinfettanti, detergenti, sgrassanti, lucidi per mobili che possono rilasciare sostanze chimiche irritanti. Per questo occorre ventilare gli ambienti in cui siano stati utilizzati tali prodotti.

  • Attenzione alla presenza di numerosi apparecchi elettronici (specie se funzionanti ad alto voltaggio) negli ambienti dove si trascorre molto tempo perché comporta l’emissione di campi elettromagnetici e ozono (ossigeno triatomico O3) tali da determinare, a volte, effetti sul comfort e sulla salute.

quando si è all’aperto, è buona regola cercare di proteggere occhi, naso e bocca con occhiali da sole e sciarpe.Evitare di uscire all’aperto nelle ore di maggiore concentrazione pollinica o nelle fasi iniziali di un temporale;

  • Evitare parchi e giardini;
  • Quando si è all’aperto, è sempre buona regola cercare di proteggere gli occhi con degli occhiali da sole e naso e bocca con una sciarpa

Occhio allo smog: evitare lo scooter e tenere puliti i filtri dell’aria dell’autoEvitare di viaggiare in auto con i finestrini aperti;

  • Evitare lì dove è possibile di andare in giro in motorino così da non respirare troppo smog
  • Se si gira in auto assicurarsi che ai filtri sia stato inserito l’antipolline.

 Come mai le allergie sono in crescita?

 Tra le diverse teorie che sembrano spiegare lo sviluppo esponenziale delle allergie, secondo molto studiosi l’impennata di questi fenomeni patologici appare legate all’eccessiva “igiene” che domina il nostro mondo. Viviamo sempre di più in ambienti chiusi in cui pullulano gli acari della polvere, consumiamo cibi più sicuri, ma forse eccessivamente “sterili”. E siamo sempre meno esposti alle infezioni. Da un lato questi aspetti ci rendono più sani e forti, ma dall’altro aprono la porta alla crescita esponenziale dei casi di allergia. Il miglioramento degli standard igienici porterebbe in particolare ad una minor esposizione a virus, batteri e parassiti che avrebbero il compito di “aiutare” lo sviluppo del sistema immunitario. In particolare pare che l’eccessiva igiene possa influire sulle due vie che portano allo sviluppo del sistema immunitario.  La prima passa attraverso speciali globuli bianchi, i linfociti Th1, che vengono attivati soprattutto dal contatto con i batteri. La seconda invece passa attraverso i Th2, la cui attività viene stimolata dai parassiti come ad esempio la tenia o i vermi dei bambini.  Negli ultimi tempi, grazie al miglior controllo delle malattie infettive pediatriche, lo stimolo alla produzione di Th1 è calato. E questo ha portato ad uno sviluppo eccessivo dei Th2. Secondo alcuni ricercatori, proprio grazie a questo “squilibrio” invisibile i bambini che si ammalano di meno delle comuni infezioni infantili sarebbero più esposti al rischio di asma perché l’eccesso di Th2 favorirebbe la produzione di IgE, le immunoglobuline implicate nell’allergia. Ovviamente non si può pensare solamente a questo aspetto per spiegare l’impennata dei casi di allergia, su cui hanno un forte impatto anche la predisposizione genetica e l’inquinamento ambientale. La predisposizione genetica ad ammalarsi, chiamata in termine scientifico atopia, non è limitata ad una sola malattia, quanto piuttosto ad una sorta di “predestinazione” allergica, per cui il bambino nato da genitori allergici può comunque sviluppare quadri clinici diversi, come orticaria, rinite o congiuntivite. L’inquinamento atmosferico invece paralizza le ciglia (cioè i sottili filamenti che si trovano lungo i bronchi e hanno il compito di contribuire a mantenerli puliti) dell’apparato respiratorio aumentandone la permeabilità agli allergeni. Le sostanze così inalate passano la barriera mucosa dove scatenano la risposta immunitaria nel soggetto predisposto.

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