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Se fate un tatuaggio, attenti alla pelle

14 ottobre 2015
se fate un tatuaggio attenti alla pelle
I consigli per non mettere a rischio la propria salute. Tatuaggi che passione! Disegni e colori che abbelliscono il corpo e, spesso, hanno un significato importante per chi li porta. Un’abitudine, quella di tatuarsi che ha origini antichissime. Sappiate infatti che i tatuaggi erano presenti già nel neolitico, visto che esistevano stampi di terracotta chiamati pintaderas usati per imprimere sulla pelle segni. I Britanni che combattevano Giulio Cesare si tingevano con il guado, che dava al volto un colore turchino. Il termine Tatau, da cui deriva il moderno tatuaggio è di origine polinesiana, e significa Scrivere sul corpo. Proprio la necessità di scrivere su sé stessi spingeva gli antichi giapponesi a raccontare, quasi come una carta d’identità, la storia della propria famiglia e delle proprie origini sulla pelle. E anche oggi, tatuarsi è un’abitudine diffusissima. Tuttavia, quella del tatuaggio non è una scelta da fare con superficialità perché, se non si tengono presenti alcune precauzioni, il tatuaggio può trasformarsi da un simbolo importante ad un potenziale rischio per la salute. Gli studiosi dell’Accademia Americana di Dermatologia hanno appena segnalato alcune regole per mettere in guardia in consumatori. Primo: anche se la qualità degli inchiostri impiegati è profondamente migliorata negli ultimi anni, esiste il rischio di allergie legate alla reazione della pelle a queste sostanze. Bisogna quindi, se allergici, informarsi sulla loro composizione. Particolare attenzione va poi prestata all’igiene del laboratorio e della strumentazione impiegata, visto che si possono verificare sia infezioni batteriche, trattabili con antibiotici, sia infezioni virali, come quelle da epatite B e C. In ultimo, prima di sottoporsi al trattamento meglio chiedere consiglio al dermatologo se si soffre di psoriasi, eczema di origine allergia o se si ha la tendenza a formare cheloidi (ovvero una crescita anomala di tessuto cicatriziale in corrispondenza di una lesione). Importante, poi, una volta fatto il tatuaggio, è proteggere bene per diversi giorni la pelle nell’area interessata dal “disegno”, impiegando farmaci di automedicazione per mantenere ben disinfettata la cute e per far fronte ad eventuali piccoli problemi allergici. Se poi non si è sicuri di voler portare un tatuaggio tutta la vita sappiate che i tatuaggi più semplici da togliere sono quelli piccoli, di un solo colore e con le linee snelle, senza troppi arzigogoli. Sul fronte cromatico, secondo gli esperti della Food and Drugs Administration, blu e nero sono più facili da eliminare rispetto a verde, rosso e giallo: il bianco addirittura in alcuni casi può apparire “inattaccabile”.     

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