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Che brutta voce! Raucedine in arrivo

21 ottobre 2015
raucedine

L’ambiente troppo asciutto “secca” la gola. L’automedicazione aiuta la voce a tornare melodiosa! La stagione, si sa, è quella dei cali di voce. Perché la raucedine è tipica del periodo autunnale, con il clima che cambia. Come comportarsi per combattere il calo di voce e quello “strano” bruciore in gola? In generale, l’atteggiamento cambia in base alla durata della raucedine. Che non deve preoccupare chi ne rimanga colpito, a patto che non duri più di una settimana. Quasi sempre alla base del calo di voce c’è un’infiammazione del laringe, che colpisce soprattutto anziani e bambini. E può essere tenuta sotto controllo con un po’ di buon senso: suffumigi, bevande calde, una sciarpa intorno al collo sono piccoli accorgimenti per proteggere le alte vie respiratorie dai pericoli dell’abbassamento delle temperature. Se tuttavia la laringite decide per qualche giorno di farci compagnia, un aiuto può venire anche dai farmaci di automedicazione, che permettono di disinfiammare l’area sofferente. Inoltre, per chi ha la gola secca e che “brucia”, è importante fare attenzione ad avere il giusto tasso di umidità e il necessario ricambio d’aria la notte, quando peraltro i fastidi aumentano. Il motivo? Quando si sta sdraiati, specie se a pancia in su, i fluidi che corrono lungo le vie respiratorie si muovono molto di meno, e quindi limitano la loro azione di “pulizia” delle strade del respiro. Come se non bastasse, la membrana del palato tende a “toccare” le zone infiammate della gola, fino a dare il via agli accessi di tosse e al bruciore, tipici dell’infiammazione. Se non si pone rimedio a questa situazione, fluidificando le secrezioni dei bronchi e riducendo l’infiammazione, si apre la porta a germi e virus che si voleva lasciare fuori di casa. E si rischia di peggiorare la situazione.

 

 

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