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Dormite male? Occhio alla luce blu!

04 novembre 2015
luceblu

Insonnia, occhio secco, irritazioni, fastidio: tutti i disturbi della troppa esposizione a smartphone e tablet. L’avvento dell’ora solare e i pensieri spesso causati dal lavoro possono condurre alla difficoltà nel cadere tra le braccia di Morfeo. I farmaci di automedicazione possono essere di grande aiuto per combattere i fastidi, ma occorre anche prestare attenzione alle cattive abitudini, come quella di rimanere a letto fissando i messaggi sui social network o guardando video sul tablet. Il motivo? La luce blu. Sia chiaro: la luce blu è ovunque, anche se la sua intensità è variabile. In ambienti esterni è presente in ogni momento dell'anno e in qualunque condizione atmosferica, con un aumento nel periodo della primavera e dell’estate. E già questo dovrebbe farci riflettere. Il problema, per gli utenti irrefrenabili degli smartphone, nasce soprattutto negli ambienti chiusi e soprattutto a letto. La luce blu può giocare un ruolo positivo per l’organismo. Questo tipo di luce infatti stimola la produzione di melatonina, responsabile della regolazione del ciclo del sonno-veglia ed è pertanto il più potente sincronizzatore dell’orologio biologico umano. Cosa significa? Se di giorno l’azione è estremamente valida, di notte esagerare con l’esposizione a queste luci può “sballare” il ritmo del sonno. E non solo: Quando ci si espone per periodi prolungati alla luce blu di questi strumenti possono comparire affaticamento visivo, secchezza, irritazione e rossore oculare, a volte anche mal di testa

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Il farmaco di automedicazione, contrassegnato da un bollino rosso che riporta la scritta “Farmaco senza obbligo di ricetta”, è un farmaco per l’acquisto e l’assunzione del quale non è necessaria la ricetta medica.

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