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Influenza, conoscerla per difendersi al meglio

05 novembre 2015
Influenza, conoscerla per difendersi meglio

Ci siamo quasi! Anche quest’anno tra qualche settimana, cominceranno a circolare in massa i virus influenzali. Per i più previdenti è il momento di ricorrere al vaccino - per la prima volta quest’anno ne esiste uno che protegge contro quattro ceppi invece dei soliti tre – per cercare di evitare il contagio o quanto meno di ridurre drasticamente, specie se si è un soggetto considerato a rischio, l’intensità e la durata dei sintomi dell’infezione più classica dell’inverno.

Bisogna però ricordare sempre che non tutto ciò che ci provoca debolezza, naso chiuso, starnuti, mal di gola e simili è causato dai virus dell’influenza. Nell’ambiente circolano numerosi virus che possono attaccare, complici le basse temperature e gli sbalzi, le vie respiratorie e a volte anche l’apparato digerente – i classici responsabili di quella che erroneamente chiamiamo “influenza intestinale” – provocando disturbi molto simili a quelli dei virus principi della stagione. Difendersi, insomma, è fondamentale. E come capita spesso quando si affronta un nemico, il primo passo è conoscerlo bene.

Un virus sempre nuovoUno studioso ha definito il virus dell’influenza “maestro di metamorfosi”.  E mai definizione fu più azzeccata, visto che ad ogni stagione il virus si presenta con caratteristiche poco – o molto – diverse da quelle dell’anno prima. Il fenomeno è legato alla necessità del virus di “aggiornarsi” sotto il profilo genetico per “sopravvivere”: quindi progressivamente un ceppo che ha circolato ed ha colpito moltissimi individui o comunque si è trovato la strada “sbarrata” da un vaccino tende a modificarsi, seppur di poco.

La continua evoluzione dei virus umani A e B rende necessario l’aggiornamento annuale dei vaccini stagionali. Per l’inverno 2015-2016 si prevede che saranno 3-4 i virus protagonisti della stagione influenzale: il già conosciuto virus A/H1N1 California che “completerà la sua opera”, un virus di origine svizzera A/H3N2; un virus B/Phuket e forse anche un altro virus B/Brisbane. Gli ultimi tre virus elencati, rappresentano delle nuove varianti, ma non molto distanti dai virus che hanno circolato gli scorsi anni.

Ad oggi le previsioni fanno pensare ad una stagione di intensità media, 4-5 milioni di casi. Ma la diffusione effettiva dipenderà anche dall'andamento della temperatura. Come è già successo l’anno scorso, se sarà un inverno con freddo intenso e prolungato, i casi potrebbero aumentare.

Esiste infatti un’azione specifica della temperatura sulla diffusione dei virus ed il freddo la facilita sia in modo indiretto che diretto. Indiretto poiché, con le basse temperature, passiamo il tempo più spesso in luoghi chiusi dove, soprattutto se troppo caldi e umidi, c’è una maggior possibilità di contagio diretto, poiché ad esempio gli sbalzi termici sono responsabili del blocco della cosiddetta clearance mucociliare, ossia paralizzano momentaneamente il movimento continuo delle ciglia presenti sulle cellule dell'apparato respiratorio che muovono il muco che si produce nelle parti più profonde del polmone verso l'alto in un continuo ricircolo. Questo blocco temporaneo riduce la barriera protettiva e facilita la penetrazione dei virus.

 Quando è vera influenza?
Sotto il termine ombrello “influenza”, come abbiamo visto, tendiamo a comprendere, infatti, una miriade di forme infettive dovute a diversi virus. Tecnicamente però si può parlare di “vera influenza” solo se ci sono tre condizioni presenti contemporaneamente:

  • Febbre elevata, con temperatura che sale a oltre 38° ad insorgenza brusca
  • Sintomi generali come dolori muscolari/articolari e sintomi respiratori come tosse, naso  che cola, congestione/secrezione nasale o mal di gola.

In tutti gli altri casi si parla di infezioni respiratorie acute o sindromi para- influenzali, come ad esempio il raffreddore, che si caratterizza per naso otturato che cola e per gli starnuti che la fanno da padroni. E sono davvero tanti i virus che possono entrare in gioco in queste situazioni: ecco un elenco dei principali.

  • Rhinovirus, responsabili del classico raffreddore, che si scatenano soprattutto nei mesi autunnali, quando gli sbalzi di temperatura sono più frequenti;
  • Adenovirus, che si annidano nelle vie respiratorie e possono portare anche a bronchiti;
    coronavirus, i più temibili perché possono causare sindromi che possono durare oltre una settimana;
  • Enterovirus, che provocano principalmente sintomi gastrointestinali;
  • Virus parainfluenzali, solo di nome simili a quelli che causano la “vera influenza”, tendono a manifestarsi nel corso dell’inverno ma anche in “coda” all’epidemia influenzale tra marzo e maggio.

 Prevenirla è possibile?La vaccinazione rappresenta la fondamentale misura preventiva, in particolare per i soggetti a rischio e gli over 65 che non dovrebbero rinunciare a questa forma di profilassi. Ricordiamo che il vaccino protegge dai virus della vera influenza ma non mette a riparo completamente dai tantissimi altri virus che possono colpire le vie respiratorie.

Più in generale, fondamentale è avere un pizzico di attenzione cercando di seguire sempre qualche semplice regola igienica che possa aiutarci a ridurre – ma non ad azzerare – il rischio di infezione virale, anche perché il virus dell'influenza si trasmette piuttosto facilmente da un individuo all'altro. Quando un soggetto influenzato respira, tossisce o parla, emette goccioline di saliva che contengono il virus e che possono essere inalate da altre persone.

Il virus entra così nel nostro organismo diffondendosi lungo la gola e il resto delle vie respiratorie. Basti pensare che uno solo starnuto può contenere circa 40.000 micro goccioline che possono viaggiare ad oltre 300 chilometri all’ora. Poco più lente sono le 3.000 goccioline che scaturiscono da un colpo di tosse, che si muovono a circa 75 chilometri l’ora.

Quali regole per difendersi? Innanzitutto è bene quindi seguire delle semplici regole quotidiane per proteggersi e proteggere gli altri dal contagio, come lavarsi bene le mani, mettere le mani davanti alla bocca e al naso quando si tossisce o si starnutisce e rimanere a riposo quando si è ammalati per evitare di contagiare gli altri. Conviene poi evitare i luoghi più affollati e umidi come metropolitane, palestre, cinema. Ma attenzione: non dobbiamo farci prendere da paranoie o rinunce alla nostra vita di tutti i giorni per il timore di un virus!

 La prima cura? L’automedicazione!I farmaci di automedicazione sono il pilastro principale del trattamento delle sindromi influenzali e simil-influenzali, causate dai tanti virus che possono circolare nella stagione fredda. Ciò che conta è che l’automedicazione sia responsabile: questo significa che l’uso di questi medicinali va fatto con intelligenza.

farmaci di automedicazione hanno il compito di attenuare i sintomi senza azzerarli: per questo occorre seguire sempre l’andamento della malattia e consultare il medico se le cose non migliorano o peggiorano dopo 4 – 5 giorni. Tra i farmaci di automedicazione più utilizzati sono disponibili ad esempio gli antistaminici, contro gocciolamento nasale, starnuti, congiuntivite, i vasocostrittori (contenuti negli spray nasali) contro il naso chiuso. I collutori o le pastiglie anti congestionanti o gli antisettici contro il mal di gola, i sedativi, i fluidificanti e i mucolitici contro la tosse, gli antinfiammatori (antidolorifici e antipiretici) contro dolori e febbre, che ricordiamo, è un fondamentale meccanismo di difesa dell’organismo che quindi non fa soppressa ma tenuta sotto controllo anche con l’uso di antipiretici quando supera i 38,5°.

Da evitare invece l’assunzione di antibiotici che vanno sempre prescritti dal medico e non vanno mai assunti all’inizio, se non per soggetti con patologie respiratorie croniche. Solo il medico può riconoscere se all’attacco dei virus, contro i quali non esistono farmaci specifici ma solo sintomatici per ridurre i disturbi, si è aggiunta un’infezione legata a batteri, che invece sono sensibili agli antibiotici.

Per il resto, quando i virus ci attaccano è sempre utile tenere presente anche i vecchi sani rimedi della nonna. In primo luogo non bisogna fare gli eroi ma prendersi qualche giorno di riposo: ogni infezione virale riduce la capacità di risposta del sistema immunitario quindi si è più a rischio di infezioni.

L’attività fisica, può avere un effetto positivo sul rafforzamento delle difese immunitarie sia negli adulti sia per i più piccoli, soprattutto quando l’attività fisica è regolare e continuativa. Ma occorre fare attenzione a non esporsi a bruschi sbalzi di temperatura per almeno 1 o 2 ore dopo aver sudato e consumato calorie ed energie. Sul fronte alimentare, quando si ha l’influenza spesso si è inappetenti: nessuno problema quindi se si mangia meno è importante però fare tanti pasti piccoli e leggeri.

Attenzione invece a bere a sufficienza, sfruttando anche la vitamina C presente in spremute di agrumi, per ricuperare liquidi e sali minerali persi con le copiose sudorazioni ed evitare il rischio di disidratazione. Per il resto, fate attenzione alle infreddature così come ai climi troppo caldi e “sfruttate” il malessere per farvi coccolare. Le coccole fanno bene – almeno a chi le riceve che è già malato! -  poiché aumentano le endorfine (sostanze chimiche prodotte dal cervello e dotate di una potente attività analgesica ed eccitante) che riducono la sintomatologia e permettono il rilascio di citochine pro-infiammatorie, che favoriscono la risposta immunitaria.

IL VERO E FALSO SULL'INFLUENZA

“Bere una spremuta d’arancia al giorno aiuta a prevenire raffreddore e influenza”

Spremuta di arancia contro influenza

Vero - Alcune persone pensano che assumere vitamina C possa aiutarli ad affrontare meglio la stagione invernale. È vero che l’assunzione di giuste dosi di vitamina C contribuisce a rafforzare il sistema immunitario. Quindi via libera agli alimenti che la contengono. Fare solo attenzione alle quantità: assumerne in eccesso, magari non solo dalla dieta, ma anche attraverso gli integratori, potrebbe dar luogo a disturbi gastrointestinali.

“Dopo tre giorni il malato non è più contagioso”

Falso - Ogni virus è diverso e colpisce ogni persona in modo differente. Sebbene un virus non sopravvive in eterno, non esiste tuttavia un tempo prestabilito in cui si smette di essere contagiosi. Per prevenire il contagio, quindi, piuttosto che guardare il calendario è meglio seguire delle semplici regole come lavarsi frequentemente le mani e fare attenzione al contatto con starnuti e fazzoletti altrui.

“Pulire e disinfettare casa aiuta a liberarsi dei virus in circolazione”

Vero - La durata della sopravvivenza dei virus varia da tipo a tipo. Il virus dell’influenza ad esempio può vivere per 8-12 ore su superfici dure come i top dei mobili o della cucina e nei lavelli in acciaio inox. Su superfici morbide, invece, come ad esempio un panno, non vivrà a lungo. Quindi se qualcuno in casa si ammala è sicuramente utile usare prodotti a base di candeggina e sostanze disinfettanti per limitare la diffusione dei virus.

“Dormire aiuta a difendersi dal virus”

dormire aiuta a guarireVero - Sonno e riposo sono estremamente importanti per aiutare il corpo a combattere un virus. Questo vale ancora di più per i bambini: lasciamoli dormire anche più del solito e teniamo monitorate le vie respiratorie quando infiammate, aiutandoli a liberarle in caso di necessità.

“Bere il brodo di gallina, aiuta a contrastare l'infiammazione”

brodo di gallnaVero - Recenti ricerche hanno evidenziato l’opportunità di assumere proteine per facilitare la ricostruzione delle cellule danneggiate dall’infezione. Il brodo è in genere il modo migliore per nutrirsi in un momento in cui, a causa dell’infezione, si è inappetenti.

“Ogni tipo di tosse ha il suo rimedio”

Vero - È importante farsi consigliare dal farmacista sul giusto sciroppo a seconda del tipo di tosse. Se la tosse è grassa infatti, lo sciroppo avrà un azione espettorante per aiutare i bronchi a liberarsi dalle secrezioni; mentre se si tratta di tosse secca può essere utile uno sciroppo ad azione calmante o un cucchiaino di miele per dare un po’ di sollievo e riposare meglio.

“Se si è vaccinati non ci si ammalerà per tutto l’inverno”

Falso - Il vaccino protegge dai virus prevalenti in un anno specifico, ma non copre l’organismo da tutti i virus influenzali. In generale, si può dire però che chi si è vaccinato ha una bassa probabilità di ammalarsi o, se si ammala, la forma influenzale sarà più lieve. Soprattutto per le categorie a rischio il vaccino rimane comunque una delle armi di prevenzione più importanti.

“Gli antibiotici combattono l’influenza”

Falso - Gli antibiotici combattono soltanto le infezioni batteriche e l'influenza stagionale non è causata da un batterio, ma da un virus. Tuttavia però, in alcuni casi e per particolari soggetti (ad es. anziani e malati cronici), dopo aver consultato il medico, può essere utile assumere una terapia antibiotica per contrastare alcune infezioni batteriche come bronchiti, sinusiti e polmoniti, che possono sopraggiungere a causa dell’influenza e che tendono a colpire il corpo già debilitato dal virus.

“Pezzette bagnate e alcol etilico denaturato aiutano a far scendere la febbre”

Vero - Oltre ad assumere un antipiretico quando la febbre supera i 38°, pezzette inumidite e alcol possono aiutare a trovare velocemente un po’ di sollievo quando la temperatura corporea è troppo alta.

 

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