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Un “mostriciattolo” ci guida nel percepire il dolore

18 novembre 2015
mostriciattolo del dolore

La sensazione dolorosa “viaggia” per il nostro corpo per essere decodificata dal cervello. Ogni volta che ci fa male qualcosa, anche se il dolore sembra nascere allo stomaco, ad un’articolazione o su una zona della pelle, è il cervello che percepisce il fastidio. E non tutti i dolori sono uguali o percepiti allo stesso modo. Il bruciore di stomaco ad esempio può nascere dall’eccessiva acidità mentre il classico mal di pancia può essere legato alla contrazione dei muscoli intestinali. In tutti i casi, per essere “decodificato” qualsiasi stimolo doloroso deve giungere al cervello. Per farlo deve compiere un viaggio lungo i nervi sensitivi, che hanno proprio il compito di recepire e trasportare il segnale fino al sistema nervoso centrale.  In generale, dal recettore nervoso (una propaggine specializzata della stessa fibra nervosa e non una cellula distinta) lo stimolo passa poi alle fibre nervose che riunendosi in fasci di dimensioni sempre maggiori, arrivano al midollo spinale. A questo punto avviene la comunicazione con altri neuroni, chiamati di secondo ordine, i quali hanno fibre che corrono all’interno della spina dorsale. Da qui poi lo stimolo nervoso risale fino al talamo, una struttura del sistema nervoso centrale, che si trova all’interno del cranio e che ha il compito di “smistare” la sensazione indirizzandola alla zona dell’encefalo deputata a recepire i segnali in arrivo da una determinata zona del corpo. Infatti, lungo l’encefalo è “disegnata”, in senso trasversale, una sorta di “riproduzione” dell’intero organismo, con proporzioni molto diverse rispetto alle reali dimensioni dei vari organi. E’ un vero e proprio “mostriciattolo”. Questa rappresentazione estremamente sgraziata del corpo si chiama Homunculus sensitivo ed è caratterizzata da ampie zone dedicate a denti, lingua, labbra, organi genitali, mani e piedi (ovvero parti del corpo che debbono recepire con grande “discernimento” diverse sensazioni tra cui quella dolorosa) con piccole porzioni dedicate invece ad ampie aree dell’organismo, come l’addome.

 

 

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