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Arriva Natale….pancia mia fatti capanna!

01 dicembre 2015
arriva natale pancia mia fatti capanna
Rinunciare ai piaceri della tavola, con le feste che sono in arrivo, è praticamente impossibile. Ma certo si può anche evitare di esagerare con tacchini ripieni, pesci in bella vista, dolci a gò-gò, paste ripiene e ricche di condimenti. E, soprattutto si può tentare di fare a meno di prevedere il classico periodo di dieta disintossicante dopo l’Epifania. Basta un pizzico di attenzione: godere dei piaceri della tavola si può per un giorno o due (Natale e Capodanno) e questo non certo significa aumentare costantemente l’introito calorico per due settimane consecutive. Pur permettendoci qualche peccato di gola ci sono infatti semplici regole che possono aiutarci a superare quasi indenni il periodo delle feste, evitando di dover fare i conti con i sintomi della digestione lenta e dell’acidità di stomaco abbastanza comuni quando si è mangiato troppo o quando lo stomaco proprio non riesce a svuotarsi. Per non parlare di quel mal di testa figlio delle esagerazioni a tavola e del consumo di alcolici in eccesso. Se vi trovate con questi disturbi, ovviamente, i farmaci senza obbligo di ricetta, di automedicazione possono offrirvi un grande aiuto a risolvere i fastidi. Ma come al solito, la prevenzione è la misura più efficace per evitare problemi. Come? Ecco qualche semplice consiglio.

Attenzione ai piatti!

Non cambiate le vostre solite stoviglie e soprattutto non puntate a riempire sempre e comunque il piatto. Basta semplicemente che si usino piatti di dimensioni normali, visto che negli ultimi tempi sono sempre più di moda piatti grandi che vengono riempiti per la gioia degli occhi certamente, ma senza pensare troppo che ciò può trasformarsi in un problema per l’organismo Anche nei piatti di misura normale i cibi non devono essere “accumulati”, riempiendo fino all’orlo il contenitore, ma il consiglio è di riempirli al massimo fino al diametro dei primo cerchio interno. Questa regola è particolarmente utile per gli alimenti che forniscono più calorie, come la pasta, oppure per la carne. Se il cosciotto del tacchino non sta dentro al piatto, passate ad una porzione più ridotta!
Sul fronte degli alimenti, ricordate che la pasta (specie se ripiena) e le carni (soprattutto se con intingoli) possono aiutare a “sballare l’introito calorico quotidiano. Per la carne, inoltre, è meglio abbassare al minimo il consumo di tagli grassi, privilegiando le fettine. Se potete, anche in questo periodo, date via libera a porzioni di vegetali e di pesce, sempre in quantità intelligente e dopo una cottura sana. Se volete fare uno strappo esotico, semmai, sostituite il pesce con le alghe. Pesci ed erbe di mare contribuiscono a mantenere fluida la membrana delle cellule e quest’azione le protegge dai radicali liberi. Infatti, il consumo regolare di pesce e alghe assicura un valido introito di omega-3 e quindi consente di mantenere fluida la membrana. A patto che però siano presenti sostanze antiossidanti, necessarie per evitare che gli acidi grassi diventino inutilizzabili. Per cui insieme al pesce conviene consumare piccole quantità di frutta e verdura, meglio se cruda, perché i vegetali sono ricchissimi di vitamine e minerali ad azione protettiva contro l’ossidazione.

Attenzione agli zuccheri!

zuccheriL’equilibrio e il benessere delle cellule si basano sul rapporto tra agenti ossidanti che possono danneggiarle ed antiossidanti che le proteggono. E in questa dinamica intervengono, su un fronte e sull’altro, diversi elementi. Gli zuccheri in eccesso – e in questo periodo siamo davvero a rischio -  sono sotto accusa perché favoriscono la glicosilazione, cioè il legarsi spontaneo e irreversibile di zuccheri, come ad esempio il glucosio o il fruttosio, alle proteine cellulari. Se provassimo a vedere con il microscopio cosa accade vedremmo che su ogni proteina cellulare c’è una specie di “chiave” che consente alla proteina stessa di “aprire” alla sostanza con cui deve legarsi. E lo zucchero va a bloccare la serratura, senza più staccarsi. Il che obbliga la cellula a produrre nuovamente la proteina che non è più disponibile. Alla lunga, soprattutto nelle persone anziane, questo compenso sfianca la cellula che quindi muore. E’ per questo che con gli zuccheri conviene fare attenzione, evitandoli soprattutto lontano dai pasti. Quindi niente dolcetti, caramelle o simili a metà pomeriggio. Nel nostro sangue ci sono normalmente cinque grammi di glucosio. In un cucchiaino e mezzo da caffè ce ne sono otto. Quando la crescita del glucosio avviene fisiologicamente durante i pasti il pancreas produce insulina e tampona. Ma se l’aumento si verifica più volte nella giornata, si rischia che il pancreas si affatichi troppo e che i tessuti periferici siano sempre meno sensibili all’insulina, fino ad avere bisogno di quantità sempre maggiori di questo ormone. Un meccanismo che facilita il soprappeso e il diabete.

Via libera a frutta e verdura!

frutta verduraLa frutta, così come la verdura, è particolarmente ricca di “spazzini” delle cellule, che portano via le sostanze nocive. I più noti sono le vitamine A, C ed E. Ma non sono gli unici elementi protettivi. Sono stati individuati nella frutta e nella verdura migliaia di bioflavoni, composti che posseggono questa attività protettiva. Solo c’è bisogno che questi siano sempre disponibili. E quindi frutta e/o verdura vanno mangiate a pasto e fuori pasto. Spremuta a colazione e magari nel “break” di mezza mattina, a patto che sia appena preparata altrimenti la vitamina C si perde. E poi, verdura e frutta a pranzo e cena. Meglio se crude o comunque cotte a vapore, per evitare che si perdano troppi principi utili. Inoltre, non va dimenticato che anche le spezie possono essere utili. Timo, rosmarino, salvia e origano contengono moltissimi bioflavoni. Ma la frutta potrebbe essere utile anche contro il colesterolo in eccesso. Sono stati isolati nella frutta e in alcune verdure speciali composti (i terpeni) che aiutano a ridurre anche il colesterolo in eccesso. Per il resto ricordate che questi alimenti creano massa nello stomaco senza introdurre grandi quantitativi calorici, e quindi aiutano a sentirsi sazi senza appesantire. Quindi anche un pizzico di verdura, magari in pinzimonio, prima del “Cenone” può aiutare ad essere più morigerati.

Attenzione all’alcol!

alcoolLa scienza dice che per chi beve non si dovrebbero superare i due bicchieri di vino al giorno, meglio se rosso perché contiene antiossidanti e bioflavoni in maggior quantità rispetto agli altri. Ma è difficile rinunciare ai brindisi delle feste e tenersi sotto controllo Per questo, tentate comunque di limitare l’apporto alcolico. Se si amano grappa, cognac o whisky, occorre imparare a centellinare i distillati, abituandosi a bere lentamente e in modiche quantità.
Fondamentale è soprattutto non bere di fretta e fuori pasto. Esiste una precisa ragione biochimica che condanna l’aperitivo bevuto di fretta. Infatti normalmente l’etanolo viene metabolizzato da un particolare enzima, l’alcol-deidrogenasi, che però viene consumato molto rapidamente, soprattutto a digiuno. A quel punto l’etanolo rimasto deve essere “trattato” da particolari enzimi chiamati microsomiali, la cui attività dà però luogo ad un’elevata produzione di radicali liberi e quindi ad un’azione dannosa sulle cellule. Oltre ovviamente al senso di malessere, con mal di testa e acidità di stomaco, che possono comunque essere controllati con un’automedicazione intelligente.

Quattro regole per ridurre i rischi

Attenti ai cocktail

tempo di pranzi, cene ed aperitivi vari. Ed è facile lasciarsi andare, anche fuori pasto. Non esagerate con gli stuzzichini: patatine, biscottini, cibi sott’olio possono essere vere e proprie “bombe” caloriche, perché spesso sono ricchi di grassi e di sale, che favorisce la ritenzione di liquidi. In più è facile, in questi giorni, lasciarsi andare con gli alcolici. Ed ogni grammo di alcol si traduce nel corpo in sette calorie.

Via libera ai piatti gustosamente leggeri

Buona tavola non significa per forza tante calorie. Qualche esempio? Un antipasto a base di verdure miste, cotte o crude, insieme a un prelibato pesce bollito o a una regale aragosta rigidamente cucinata senza grassi. A seguire una pasta, se volete ripiena: non sono i ravioli di verdura ad appesantire, ma il sugo. Condita con un ragù di verdure, leggero e digeribile, la pasta può essere presente in ogni “regime”. Per il secondo pesce o carne, con frutta fresca e dolci senza panna o creme.

Attenzione al sale

Il sale in eccesso può essere pericoloso quasi quanto gli stravizi calorici. Specie per le donne. Tanto che l’aumento di peso di due o tre chili che purtroppo si può riscontrare all’inizio del nuovo anno può essere dovuto all’accumulo di liquidi, soprattutto nelle donne che hanno superato la soglia degli anta. Questi liquidi escono fuori dai vasi sanguigni proprio perché c’è troppo sodio (il minerale presente nel sale da cucina) in circolo. Attenti a dadi da brodo e salamoie varie, ma soprattutto bevete molto. Basta bere almeno un litro e mezzo d’acqua, meglio se ad azione diuretica, ogni giorno. Poche calorie in meno e tanta acqua possono far ricuperare la forma migliore.

Fate sport e affidatevi al consommé

per chi può, meglio sfruttare le vacanze natalizie per “spendere” in attività fisica le calorie involontariamente messe in banca. E dopo un’abbuffata, semaforo verde per il brodino di verdura caldo. Oltre ad aiutare la digestione senza “aggiungere” altri cibi il consommé “corregge” l’eccesso calorico.

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