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Se il ferro manca….

16 dicembre 2015
Se manca il ferro

Certe forme di anemia dipendono dalla carenza del minerale: come difendersi? I sintomi sono noti, ci si sente stanchi – ma forse sarebbe meglio dire stanche visto che il problema interessa soprattutto il gentil sesso – anche un minimo sforzo porta al batticuore, legato alla tachicardia per compensare la scarsa disponibilità di ossigeno nell’organismo, a volte compare anche una fastidiosa cefalea. Tutti questi problemi, possono anche avere un’origine comune: la carenza di ferro e quindi di emoglobina (la sostanza che trasporta l’ossigeno nei globuli rossi). Questa condizione può provocare un insufficiente apporto di ossigeno ai muscoli, mettendoli a “disagio” dopo ogni minimo sforzo. Insufficienti valori di ferro nel sangue quindi possono indurre stanchezza in due modi: rallentando l’attività dei citocromi, strutture che fanno parte della “centrale energetica” della cellula, cioè i mitocondri, oppure riducendo la formazione dell’emoglobina. L’anemia da carenza di ferro, così frequente nelle giovanissime, soprattutto quando le perdite mestruali sono ingenti, diventa quindi una delle più comuni cause di stanchezza. In questi casi, dietro valutazione del proprio medico curante, occorre eseguire un controllo dei valori dei globuli rossi e dell’emoglobina, oltre che del ferro, della transferrina e della ferritina, che hanno rispettivamente il compito di “trasportare” il minerale dal tubo digerente al sangue e di “legarlo” nei “depositi del fegato”. In base a ciò che risulta alterato, si può pensare a integrare l’alimentazione con cibi particolarmente ricchi di ferro, come le carni o alcuni vegetali e legumi (fagioli, soia, verdure a foglia verde, lenticchie). Oltre ovviamente a compensare le “debolezze”, se necessario, attraverso l’assunzione di farmaci adeguati, disponibili anche senza obbligo di ricetta come alcuni integratori, da assumere secondo le istruzioni del foglietto illustrativo.

 

 

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