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Pronti per l’uovo? Tutti i misteri del cioccolato!

22 marzo 2016
Tutti i misteri del cioccolato

Via libera al gustoso alimento, ma senza esagerare. Chi mangia il cioccolato senza esagerare campa più a lungo. Lo dice una ricerca condotta all’Università di Harvard. Su 7.841 persone di 65 anni seguite per cinque anni, chi mangiava cioccolato tre volte al mese viveva più a lungo (36 per cento di rischio di mortalità in meno) rispetto a chi invece non ne consumava. E’ solo l’ultima di una lunga sequenza di studi che sembrano beatificare il cioccolato, sia pure se a piccole dosi. Ma non bisogna dimenticare di evitare le esagerazioni, per non “sballare” con le calorie, e che per alcune persone consumare cioccolato può creare qualche piccolo fastidio, affrontabile con i farmaci di automedicazione. Ad esempio il consumo di cioccolato può accentuare i sintomi in chi soffre di reflusso acido dallo stomaco nell’esofago (reflusso gastroesofageo) o in chi è soggetto a dolori e altri problemi legati alla presenza di emorroidi. Prima di aprire l’uovo volete saperne di più? Ecco tutte le informazioni utili:

1. Perché il cioccolato protegge le arterie?

Probabilmente l’effetto protettivo è da collegare alla presenza di fenolo che riduce l’ossidazione dei grassi nel sangue e quindi può limitare il danno dei radicali liberi sulle arterie.

2. Meglio al latte o fondente?

In genere per la salute si consiglia soprattutto il cioccolato fondente. Quello al latte ha un maggior quantitativo di proteine e carboidrati, mentre il fondente, tra le altre caratteristiche, normalmente contiene più magnesio.

3. Il cioccolato fa male ai denti?
No. E’ vero piuttosto il contrario. Ci sono studi che dimostrano che il consumo regolare di cioccolato non crea particolari problemi ai denti, a meno che non si esageri con quelli eccessivamente “zuccherati”.

4. Il cioccolato aiuta a vincere la depressione?

Sì. Il cacao potrebbe agire come antidepressivo naturale. Infatti favorisce l’attività della serotonina, un neurotrasmettitore (sostanza che favorisce il passaggio dei segnali nervosi) implicato nella genesi della depressione. Questa attività ha però una contropartita, che è una sorta di “dipendenza” da cioccolato. L’ ”assuefazione” sarebbe legata alla presenza dell’anandamide, un composto che agisce sulle cellule del cervello provocando un senso di piacere. Attenzione però a consumare cioccolato “scuro” e non bianco. In questo non ci sarebbero l’N-oleoetanolamina e la N-linoletanolamina che prolungano l’attività dell’anandamide.

5. Il cioccolato è un afrodisiaco?

Probabilmente sì. Lo fanno ipotizzare l’attività antidepressiva e una possibile azione sull’enzima fosfodiesterasi di tipo 5, lo stesso su cui agiscono i farmaci impiegati in questo senso.

6. Il cioccolato funziona da stimolante per il sistema nervoso?

Anche nel cioccolato ci sono la caffeina e la teobromina, sostanze responsabili del senso di “risveglio” che danno il caffè e il tè. Quindi si può sicuramente parlare di un’attività specifica dell’alimento in questo senso.

7. Il cioccolato combatte la “stanchezza”?

Gustare una piccola porzione di cioccolato fondente tre volte a settimana, aiuterebbe a ridurre i sintomi della sindrome da stanchezza cronica. Ad affermarlo, sono i ricercatori della University of Hull, in Gran Bretagna, in uno studio pubblicato su Nutrition Journal. Il cioccolato potrebbe essere un naturale “rifornimento” di sostanze anti-stanchezza.

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