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Quando il micio ti graffia

21 aprile 2016
graffio del gatto

Piccoli graffi possono trasmettere un’infezione: normalmente l’automedicazione consente di risolvere il problema.
Si chiama malattia da graffio di gatto: è del tutto benigna e solitamente si risolve da sola, semplicemente affidandosi ai farmaci di automedicazione per limitare il fastidio e permettere la guarigione dei sintomi. E’ causata da un batterio chiamato Bartonella henselae, di cui sono portatori soprattutto i gatti randagi di città ed insorge in soggetti che vengono a contatto con essi. Ne sono principalmente responsabili i gattini di età inferiore all’anno se infestati da pulci. La trasmissione avviene attraverso morsi, graffi o comunque stretti contatti. Tra i gatti il vettore di malattia sono prevalentemente le pulci, ma non è chiaro se queste siano responsabili anche del contagio per l’uomo. Esso si caratterizza per la comparsa di gonfiore passeggero nella sede del graffio: la lesione si manifesta quasi sempre pochi giorni dopo l’avvenuto contatto. Nel giro di 1-2 settimane possono comparire leggeri gonfiori delle ghiandole linfatiche, destinati comunque a rientrare. In genere non è necessaria terapia, se non per contrastare il gonfiore e l’eventuale prurito. Solo in una minima percentuale di casi la patologia può diventare più seria, provocando anche febbre e rigonfiamento sia delle ghiandole linfatiche che della milza, oltre a congiuntivite.

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Il farmaco di automedicazione, contrassegnato da un bollino rosso che riporta la scritta “Farmaco senza obbligo di ricetta”, è un farmaco per l’acquisto e l’assunzione del quale non è necessaria la ricetta medica.

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