Home > Leggi news

Come difendersi dai pidocchi?

03 novembre 2016
pidocchi

Tutti i consigli per affrontare i nemici dei capelli

Identikit del pidocchio

Non passa giorno che non rimbalzi, in qualche scuola o in qualche asilo, una sorta di “allarme” pidocchi. I piccoli parassiti infatti aggrediscono soprattutto le teste dei bambini dell’asilo e delle elementari, che vengono così colpiti da quella che scientificamente viene definita pediculosi.
Attenzione però: non tutti i pidocchi sono uguali. Il pidocchio della testa, o pediculus humanus capitis è lungo da 2 a 4 millimetri. Il suo colore è variabile, dal bianco panna al grigio, ed è il responsabile dei fastidi che associamo comunemente ai pidocchi. Non bisogna però dimenticare che esiste anche un parassita che attacca il pube, chiamato volgarmente piattola, perché, rispetto agli altri parassiti, ha una forma più schiacciata. La trasmissione si verifica attraverso l’atto sessuale, tanto che questa infezione viene considerata tra quelle sessualmente trasmesse e interessa gli adulti. Infine, ma solo per un aspetto storico visto che ora non esiste più, un tempo, soprattutto nei periodi bellici, faceva particolarmente paura il pediculus humanus corporis. Poteva riprodursi anche sui vestiti ed era temuto perché in grado di trasmettere malattie molto gravi come il tifo. Tuttavia, come detto, il rischio ormai è scongiurato.

I segreti del nemico dei capelli

Il pediculus capitis è un parassita obbligato dell’uomo. Si può cioè mantenere “vivo” esclusivamente nutrendosi di sangue umano, per cui ha bisogno di vivere vicino al cuoio capelluto. Lontano da questo ambiente riesce a sopravvivere poco più di una settimana. Quando si trova in una ambiente alla temperatura ideale per il suo sviluppo, intorno ai 35-36 gradi, la femmina si attacca alla base del capello e vi depone le uova. Queste uova, chiamate lendini, si fissano in prossimità della radice del pelo attraverso una speciale sostanza chiamata chitina. Le lendini vengono prodotte in grande quantità dalla femmina adulta, che ne può deporne anche cinque o sei al giorno. Sono di colore biancastro e quasi invisibili, perché il loro diametro si aggira intorno al mezzo millimetro. Nelle lendini il parassita cresce, raggiungendo lo stadio di ninfa. A questo punto la ninfa esce dall’uovo, che quindi rimane un contenitore vuoto sul capello e diventa adulta, riprendendo la via riproduttiva se femmina. Ogni femmina deposita fino a 300 uova nella sua vita, che dura da uno a due mesi. È solo dopo diverse replicazioni che si comincia a percepire la presenza dell’infestazione, che viene scoperta solo quando nei capelli ci sono parecchi pidocchi. Ma soprattutto i pidocchi adulti hanno la capacità di spostarsi da una persona all’altra, allargando il contagio.

Il prurito, sintomo che disturba

Pidocchi uguale prurito. L’equazione è quasi sempre presente, visto che le piccole lesioni prodotte dal parassita sulla cute sono fastidiose. Il pidocchio tende, nel perforare l’epidermide, a iniettare saliva e a disperdere le feci, elementi che risultano ovviamente nocivi per la salute della cute.  Il prurito è sempre presente, tuttavia, proprio perché la risposta al prurito non è univoca, questo può influenzare la tempestività della diagnosi. In base alla sensibilità al sintomo e quindi al suo manifestarsi, quindi, si può avere un reperto precoce di pediculosi oppure una diagnosi ritardata. In genere, comunque, anche la localizzazione del prurito può indicare un rischio pediculosi. Infatti, all’inizio, il parassita si riproduce quasi sempre nei pressi della nuca e dietro le orecchie. Queste zone del cuoio capelluto sono anche quelle in cui le lendini e le lesioni causate dal continuo grattamento vanno ricercate con maggior attenzione. Per combattere efficacemente i pidocchi occorre agire direttamente su di loro, con trattamenti idonei e l’applicazione di shampoo, mousse, spray e creme specifici.

Come si cura il parassita

Il pidocchio del capo si trasmette direttamente da individuo a individuo oppure, più raramente, attraverso gli oggetti che entrano in contatto con i capelli, come i pettini, le spazzole o i cuscini. In ogni caso per poter parlare di pediculosi è necessario giungere ad una diagnosi certa. L’elemento che consente di ottenere questo obiettivo e quindi, di impostare una terapia mirata, è la presenza delle lendini, il cui aspetto ricorda in qualche modo la forfora. Tuttavia, le lendini presentano rispetto ad essa un elemento che consente di riconoscerle senza difficoltà: se si scuotono leggermente i capelli in cui si trovano le sottilissime scaglie biancastre, quando si tratta di forfora queste scivolano via senza difficoltà, mentre invece rimangono tenacemente attaccate ai capelli se si tratta di lendini di parassita. Un altro modo di arrivare alla diagnosi è l’individuazione, difficilissima, del pidocchio adulto.
La cura con i prodotti antiparassitari va iniziata solamente quando sono state identificate le lendini e non ha alcun significato preventivo. Non bisogna cioè sottoporre un bambino alle terapie anti-pidocchi solamente perché il suo compagno di banco ha subito l’invasione dei parassiti. Infatti, i prodotti utilizzati per combattere i pidocchi vanno utilizzati in modo appropriato. In particolare, un impiego “inutile” di pediculocidi può favorire la comparsa di ceppi di pidocchi resistenti alle comuni terapie.
In ogni caso, una volta che è stata fatta la diagnosi, si procede con un trattamento a base di prodotti contenenti antiparassitari e sostanze capaci di bloccare i centri nervosi dei parassiti, facendoli morire.
Qualunque sia il prodotto utilizzato, questo deve essere applicato uniformemente sul cuoio capelluto e sulla capigliatura per l’intera lunghezza, aiutandosi con un pettine ed insistendo sulla nuca e dietro alle orecchie. In linea teorica, un solo trattamento dovrebbe essere sufficiente ad eradicare l’infestazione. Tuttavia, è possibile che alcune uova sopravvivano.  Per questo è consigliabile eseguire un secondo trattamento ad una settimana di distanza dal primo, con l’obiettivo di uccidere le ninfe che nascono dalle uova sopravvissute.

Le regole di prevenzione

La terapia anti-pediculosi è efficace, ma non deve essere l’unica soluzione dell’infestazione da parassiti. Ecco alcune misure da prendere.

  • Bisogna eliminare tutte le lendini togliendole con le mani oppure con un pettine a dentini fitti.
  • Conviene sciacquare i capelli con aceto diluito in acqua per facilitare l’eliminazione delle uova.
  • Anche pettini e spazzole debbono essere lavati con preparati antiparassitari per ridurre il rischio di ricadute.
  • Bisogna lavare a 60 gradi in lavatrice asciugamani, accappatoi, lenzuola, cuscini, federe di letti e divani.
  • Ogni vestito entrato in contatto con i capelli in cui è stato presente il parassita va lavato, meglio se a secco.
  • Sarebbe opportuna anche un’adeguata pulizia di divani e tappeti o comunque delle superfici che sono venute a contatto con la testa.
  • Non si debbono disperdere insetticidi per la casa, sono inutili.

Tags:

Termine del mese
Ulcera

Il termine definisce una lesione che può interessare diverse aree dell’organismo...

Approfondisci

Il farmaco di automedicazione, contrassegnato da un bollino rosso che riporta la scritta “Farmaco senza obbligo di ricetta”, è un farmaco per l’acquisto e l’assunzione del quale non è necessaria la ricetta medica.

Copyright © Assosalute 2014 Via Giovanni da Procida 11, 20149 Milano - Tel. +39 02 34565324