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Buone feste, ma occhio agli stravizi

08 dicembre 2016
Buone feste ma occhio agli stravizi

Più o meno cent’anni fa, viveva un signore che si chiamava Tom. Faceva il guardiano del laboratorio di un grande ricercatore, Harold G. Wollf, uno dei padri della medicina psicosomatica. Tom aveva una particolarità anatomica molto curiosa, ovvero una fistola, cioè un condotto anomalo, che metteva in corrispondenza lo stomaco con la pelle dell’addome. Proprio per questo, c’era l’opportunità di vedere direttamente come reagiva l’organo agli stimoli esterni. Così Wollf iniziò a studiarlo e si accorse che, quando lo rimproverava, la produzione di acido aumentava, si modificava la circolazione e i muscoli si contraevano. La vicenda del povero Tom, vessato dallo scienziato, ha contribuito a chiarire il ruolo dello stress nella genesi di bruciori di stomaconausea, acidità e cattiva digestione, tutti problemi molto diffusi, che tendono ad interessare, occasionalmente, tutti noi. E non solo per lo stress della vita di ogni giorno – spesso unito ad una alimentazione non sempre ideale - ma anche per il superlavoro che, ad esempio con le festività si impone all’apparato digerente. Il più colpito è lo stomaco, sovraccaricato con frequenza eccezionale durante i giorni di festa, di alimenti succulenti e ipercalorici oltre che di bevande alcoliche. Come difendersi? L’ideale sarebbe non esagerare. Basta comunque qualche accortezza a tavola rinunciando a qualche leccornia. Ricordate: se mangiar bene può far bene all’umore, il troppo storpia!
Se poi qualche disturbo si presenta si può ricorrere all’aiuto dei farmaci di automedicazione, che possono essere utili a combattere fastidi come bruciori, acidità, nausee e digestione lenta.

Attenzione al peso

Poco meno di quattro etti, destinati a diventare 480 grammi verso l’inizio di marzo. Tanto peserebbero mediamente sul fisico di uomini e donne gli stravizi del lungo periodo che accompagna il “superlavoro” alimentare di fine anno. A dirlo è una ricerca da Jack Yanovski del National Institute of Health di Bethesda. Lo studio ha controllato il peso di 195 maschi e femmine di età media intorno ai quarant’anni, prima, durante e dopo le feste americane, cioè tra il giorno del Ringraziamento e Capodanno, quindi nel periodo di concentrazione massima delle abbuffate, che da noi si può limitare ai quindici giorni delle feste di fine anno.
Ovviamente stiamo parlando di medie, per cui ci saranno persone che riescono a mantenere il peso forma, mentre altri vedranno crescere il girovita. Ed allora, per far sì che cotechini, capponi, ravioli e leccornie varie non diventino un peso che poi si trascina nel tempo – i chili di troppo rappresentano un problema per la salute -  ecco qualche consiglio, ricordando che rinunciare al lato culinario delle feste significa non viverle e non è certo una fetta di cotechino in più né la fetta di panettone ad allontanare l’asola dei nostri pantaloni dal rispettivo bottone.

Come comportarsi a tavola per proteggere lo stomaco (e non solo)

Bisogna ricordare che le feste sono solo un intermezzo tra le vacanze, più o meno lunghe, che ci apprestiamo a vivere. E bisogna sfruttare i giorni “di intervallo” tra un ritrovo di famiglia e l’altro con una regolare attività fisica e un’alimentazione controllata, non necessariamente rigida, ma povera di grassi animali e ricca di verdure e pesce azzurro. Un’insalata mista, fresca e rigenerante, ricca di vitamine ed antiossidanti, condita con un filo di olio extravergine d’oliva può essere utile per smaltire gli eccessi accumulati nei giorni precedenti.  Non bisogna poi escludere i carboidrati - eliminarli del tutto non giova - ma inserirli con parsimonia: un pezzetto di pane comune, all’acqua o di grano duro per accompagnare la verdura, un piatto di pasta condita con un sughetto di pomodoro o della verdura saltata o più semplicemente con un poco d’olio buono e un cucchiaino di grana. Per quanto riguarda i carboidrati, meglio sfruttare quelli della frutta di stagione (arance, mandarini, mele, pere, ananas) ottimi anche come “spezzafame”. Attenzione però, anche la frutta contiene comunque una certa quantità di zuccheri. Infine, non c’è niente di peggio che saltare un pasto (che con un secondo di pesce, un’insalatona e 30 grammi di pane fornisce tutti i nutrienti giusti, saziando a sufficienza) per poi mangiare un frutto a tutte le ore con la convinzione che “tanto non fa ingrassare perché è frutta”. Un’altra cosa importante di cui tenere conto in questi giorni sono i fuori pasto. Spesso infatti i pranzi faraonici sono quasi niente in confronto ai biscottini, cioccolatini, torroncini, dolcetti vari che si ingurgitano liberamente e in continuazione durante le feste. A volte diventano calorie gratuite che vengono ingerite senza accorgercene, per un conto globale che se non supera quello del pasto gli si avvicina di molto. Attenzione allora ai cioccolatini o torroncini o simili che ci rimangono in casa.

Come difendiamo le nostre cellule

Il primo meccanismo difensivo è rappresentato dagli enzimi, particolari proteine che agevolano la pulizia della cellula. Ma attenzione, per formarsi queste speciali proteine hanno bisogno degli aminoacidi essenziali, piccoli mattoncini che formano la catena proteica che il corpo non è in grado di “fabbricare” e che quindi debbono arrivare dalla dieta. Per cui occorre, sia pure senza esagerare, scegliere cibi che contengono proteine ad elevato valore biologico, che più si avvicinano a quelle umane. Il massimo in questo senso è l’uovo, che ha un valore biologico pari alla “carne umana”. Ma non bisogna esagerare: due - tre uova la settimana sono più che sufficienti. Semmai si può integrare con latte e derivati. Tra i vegetali, invece, solo la soia assicura proteine di “buona qualità”. Meglio mangiare i legumi assieme ai cereali nello stesso pasto, perché insieme riescono a fornire un cocktail proteico utile. C’è però un altro aspetto da non sottovalutare, accade che una persona, pur mangiando la giusta quantità di proteine, ne assimili meno. Una carne cruda, ad esempio, è più difficile da digerire e da assimilare di una cotta. Ogni caso per migliorare l’assorbimento e quindi la disponibilità di proteine basta associare alla fonte di proteine la frutta, ovviamente in sequenza. Ci sono frutti che contengono proteasi vegetali, enzimi in grado di scindere le proteine e quindi di farle assorbire meglio, come ad esempio le mele, le arance, l’ananas, la papaia.

Come proteggere lo stomaco

Sia chiaro: con questi consigli non vogliamo spingere tutti a rinunciare a festeggiare a tavola. Non occorre ridursi a mangiare in bianco per mesi o rinunciare a qualche peccato di gola. Sarebbe bene, comunque, soprattutto in occasione di pranzi o cene luculliani e se si è inoltre particolarmente sensibili, limitare gli alimenti che possono stimolare la produzione di acido come il caffè, le bevande gassate, il brodo, gli estratti di carne, il cioccolato e la frutta secca. Meglio evitare anche i cibi “irritanti”, come pepe, chiodi di garofano e senape. Per non appesantire lo stomaco, casomai già affaticato, conviene controllare le quantità di piatti troppo elaborati, fatti di sughi e fritti. E soprattutto è importante “disperdere” gli alimenti non solo nei tre pasti canonici. Bisognerebbe, infatti, lasciare spazio anche a due spuntini leggeri per mantenere sempre “attivo” lo stomaco (gli alimenti presenti possono “tamponare” l’acido prodotto, che invece si scatena sulle cellule quando passa troppo tempo tra un pasto e l’altro), e dilazionare meglio nel tempo la fatica dell’organo. È anche vero che se si è mangiato troppo a pranzo, come spesso succede a Natale, forse lo spuntino è ridondante. Sicuramente però va evitato di sgranocchiare frutta secca o dolciumi.
Infine, conviene cercare di mettere da parte gli alcolici, specie nel momento in cui ci sono fastidi. Un pizzico di attenzione va prestata anche all’abbigliamento: meglio evitare pantaloni e cinture troppo strette, che comprimendo verso l’alto lo stomaco possono rallentarne i movimenti e peggiorare la situazione per quanti soffrono di reflusso gastro-esofageo, ovvero di risalita dell’acido verso l’esofago.

Per i sintomi, la risposta dell’automedicazione responsabile

Gli eccessi alimentari, complice anche lo stress, si riflettono rapidamente sullo stomaco. Che ovviamente risponde in modo diverso da persona a persona. C’è ad esempio chi soffre soprattutto di acidità. Il disturbo è legato all'aumento della produzione di acido cloridrico. A volte il fastidio deriva dal fatto che l’acido risale verso l’alto se la valvola che evita il ritorno dei cibi dallo stomaco all’esofago (che è il tubo elastico che dalla gola scende fino all’addome) non si chiude correttamente, magari per un’ernia iatale (porzione di stomaco che risale sopra il diaframma). Tra i farmaci di automedicazione sono disponibili diverse sostanze che hanno la capacità di “tamponare” l’acidità dello stomaco. Quando il disturbo non si risolve il medico può prescrivere farmaci che proteggono la mucosa oppure che riducono la produzione di acido da parte dello stomaco. L’acidità tuttavia, può essere un fenomeno che nasce anche se lo stomaco si appesantisce, quando si mangia troppo o, a volte, se si ingeriscono alimenti a cui lo stomaco è meno abituato (p.es. cibi speziati, alcolici). Se si è esagerato a tavola e compare acidità con relativo reflusso, sono presenti in commercio diversi farmaci antiacidi con vari meccanismi di azione. Se tra i sintomi di un'abbuffata compaiono nausea e vomito, oltre al digiuno e al classico bicarbonato, esistono farmaci antiemetici che facilitano lo svuotamento dello stomaco, spingendo verso il basso il cibo eventualmente presente. Infine, se la digestione rallenta, compare sensazione di peso, o comunque si presentano digestione lunga e laboriosa accompagnata da torpore o sonnolenza, il problema è legato alla lentezza di svuotamento dello stomaco costretto al superlavoro e alla ridotta propulsione dei cibi nel viscere. Per assorbire l’aria in eccesso e il senso di gonfiore ci sono soluzioni per combattere aerofagia e meteorismo come l’assunzione di sostanze che assorbono il gas in eccesso (c.d. adsorbenti intestinali). Se invece occorre aiutare lo stomaco a fare il suo lavoro ci sono medicinali c.d. procinetici che aiutano lo stomaco a svuotarsi: possono essere associati ad enzimi che facilitano la digestione.

Quattro consigli per un buon Natale 

  • Attenti ai cocktail: tempo di pranzi, cene ed aperitivi vari, ed è facile lasciarsi andare, anche fuori pasto. Non esagerate con gli stuzzichini: patatine, biscottini, dolciumi e cibi sott’olio. Anche se ci sembrano innocui in realtà possono essere vere e proprie “bombe” caloriche, specie se associati a pranzi e cene più abbondanti del solito. Inoltre, sono ricchi di grassi e di sale, che favoriscono la ritenzione di liquidi. Infine, in questi giorni, non lasciarsi andare con gli alcolici che, soprattutto fuori pasto, favoriscono l’acidità di stomaco e che, comunque sono nemici della linea: ogni grammo di alcol si traduce nel corpo in sette calorie.
  • Bere molta acqua. Il sale in eccesso può essere pericoloso quasi quanto gli stravizi calorici, specie per le donne. Tanto che l’aumento di peso di due o tre chili che si riscontra nel nuovo anno è dovuto, soprattutto nelle donne che hanno superato la soglia degli anta, all’accumulo di liquidi. Liquidi che escono fuori dai vasi sanguigni proprio perché c’è troppo sodio (il minerale che forma il sale da cucina) in circolo. Attenti a dadi da brodo e cibi in salamoia, ma soprattutto bevete molto. Basta bere almeno un litro e mezzo d’acqua, meglio se ad azione diuretica, ogni giorno. Poche calorie in meno e tanta acqua possono far ricuperare la forma migliore.
  • Via libera anche ai piatti alternativi che se non vi sembrano in linea con la tradizione, possono essere un buon compromesso per una cena tra amici durante la pausa natalizia o una parziale sostituzione, di altre pietanze, accanto al cappone e al panettone. Infatti, buona tavola non significa tante calorie. Qualche esempio? Eccoli. Un antipasto a base di verdure miste, cotte o crude, insieme a un prelibato pesce bollito, il tutto cucinato senza grassi. A seguire una pasta, se volete ripiena: non sono i ravioli di verdura ad appesantire, ma il sugo. Condita con un ragù di verdure, leggero e digeribile, la pasta può essere presente in ogni “regime”. Per il secondo pesce o carne e infine frutta fresca e dolci senza panna o creme.
  • Infine, sport e consommé: per chi può, meglio sfruttare le vacanze natalizie per “spendere” in attività fisica le calorie involontariamente messe in banca. E dopo un’abbuffata, semaforo verde per il brodino di verdura caldo. Oltre ad aiutare la digestione senza “aggiungere” altri cibi e senza ricorrere a bustine o sciroppi in grado di “svuotare” lo stomaco, il consommé “corregge” l’eccesso calorico.

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