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Zucchero: il troppo stroppia, specie se fuori pasto

13 dicembre 2016
Zucchero il troppo stroppia specie se fuori pasto

Non solo per la digestione, ma anche per la salute, limitate gli zuccheri semplici.
Caramelle, torte e dolciumi vari. Ma cosa significa l’esagerazione di questi alimenti per l’organismo? L’equilibrio ed il benessere delle cellule si basano sul rapporto tra agenti ossidanti, che possono danneggiarle, ed antiossidanti, che le proteggono. E in questa dinamica intervengono, su un fronte e sull’altro, diversi elementi. Gli zuccheri in eccesso -  pensate solo che nel nostro sangue ci sono normalmente cinque grammi di glucosio, in un cucchiaino e mezzo da caffè ce ne sono otto -  sono sotto accusa perché favoriscono la glicosilazione, cioè il legarsi spontaneo e irreversibile di zuccheri, come ad esempio il glucosio o il fruttosio, alle proteine cellulari. Se provassimo a vedere con il microscopio cosa accade vedremmo che su ogni proteina cellulare c’è una specie di “chiave” che consente alla proteina stessa di “aprire” alla sostanza con cui deve legarsi e lo zucchero va a bloccare la serratura, senza più staccarsi, il che obbliga la cellula a produrre nuovamente la proteina che non è più disponibile. Il risultato è una sorta di “superlavoro” cellulare, che alla lunga, soprattutto nelle persone anziane, può “sfiancare” la cellula che quindi fatica a svolgere regolarmente le sue normali attività.  Come comportarsi? Innanzitutto non bisogna esagerare con gli zuccheri semplici e occorre consumarli con altri alimenti, così da limitare meccanismo negativo della glicosilazione. Se l’aumento dei livelli di glucosio nel sangue avviene fisiologicamente durante i pasti, infatti, il pancreas produce insulina che “tampona” permettendo la metabolizzazione degli zuccheri. Ma se la crescita dei livelli di glucosio in circolo si verifica più volte nella giornata, si rischia che il pancreas si affatichi troppo e che i tessuti periferici siano sempre meno sensibili all’insulina.

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