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Quando una “botta” cambia il colore

07 aprile 2017
Quando una botta cambia il colore
I piccoli traumi sono sempre in agguato. Basta magari prendere una banale storta oppure scontrarsi con un armadio o ancora scivolare mettendo un piede in fallo per veder gonfiare una parte del corpo. Il problema è che dopo la “botta”, ci si assorge che col tempo la zona si gonfia e diventa sempre più dolente. Ma la sorpresa è che nell’area interessata dal fenomeno la pelle cambia colore.
Non preoccupatevi: quello che accade è la diretta reazione al trauma che crea un ematoma. In pratica questa lesione è dovuta ad un rigonfiamento sottocutaneo che appare inizialmente rosso, poi di colore bluastro ed è dovuto alla fuoriuscita di sangue da vasi sanguigni lesi da un trauma. Proprio la mutazione cromatica, peraltro, caratterizza la lesione. Nei giorni successivi all'evento il colorito della lesione tende a mutare passando dal rosso cupo iniziale al bluastro e al giallognolo, variazione dovuta al riassorbimento dell'emoglobina presente nei globuli rossi usciti dai vasi. Il mistero del dolore
Per fortuna, con un pronto soccorso intelligente e con i farmaci di automedicazione si possono ridurre i rischi che la pelle cambia colore. Subito dopo il trauma che ha causato il danno è fondamentale applicare immediatamente una borsa del ghiaccio o spruzzare ghiaccio “spray”, perché il freddo esercita una potente azione sulla circolazione sanguigna riducendo il flusso di sangue ai vasi lesionati. Poi occorre puntare ad un altro obiettivo: favorire il riassorbimento del sangue fuoriuscito dai vasi e quindi limitare l’ematoma.
Ricordando che normalmente gli ematomi più leggeri tendono a risolversi spontaneamente nel giro di pochi giorni, esistono comunque medicinali di automedicazione che possono essere impiegati in queste circostanze, come ad esempio gli eparinoidi e sostanze capillaro-protettrici in grado di accelerare il riassorbimento del sangue fuoriuscito dai vasi riducendo quindi il tempo di visibilità dell’ematoma.  Specie se l’ematoma è particolarmente esteso, il riposo è la miglior medicina, eventualmente associato ad antiinfiammatori per contrastare il dolore e l’infiammazione.

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