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Come migliorare la circolazione delle vene

18 aprile 2017
Come migliorare la circolazione delle vene

Con l’arrivo della bella stagione e l’aumento delle temperature, tornano ad accentuarsi i fastidi circolatori alle gambe: pesantezza, formicolio, caviglie gonfie. Sono questi i segni tipici di quella che scientificamente viene chiamata insufficienza venosa determinata da ad un ristagno di sangue o di liquidi linfatici nelle vene e nei vasi linfatici degli arti inferiori. Anche in inverno non dimentichiamo di prenderci cura della circolazione delle nostre gambe
In questi casi, la spinta muscolare dei polpacci, che dovrebbe favorire la risalita del sangue verso l’alto, a volte non è sufficiente ad impedire la dilatazione delle pareti delle vene, specie se le valvole all’interno delle vene stesse non lavorano al meglio. È proprio in questa situazione che può manifestarsi, specie alla sera, il gonfiore all’altezza delle caviglie, insieme ad una sensazione di affaticamento delle gambe, che compare inoltre, anche quando si sta a lungo in piedi nella stessa posizione, durante la gravidanza oppure nei viaggi particolarmente lunghi in treno o in aereo.  
Vi sono alcune semplici accortezze e abitudini quotidiane che possono attenuare i fastidi e migliorare la circolazione venosa: 

  1. Fare attività fisica. Va bene la semplice camminata, ma sono ideali ciclismo e nuoto. Questi sport infatti consentono di aumentare l’efficacia della muscolatura del polpaccio, che ha il compito di spingere verso l’alto il sangue attraverso le vene.  Inoltre nell’acqua diminuisce la pressione ambientale in cui si muovono le gambe, con effettivo miglioramento della situazione circolatoria. Ideale è l’acqua-gym.
  2. Cambiare posizione. La mancanza di movimento e di contrazione muscolare dei polpacci tende  a “sottoporre” al peso della forza di gravità, oltre che del corpo, le valvole delle vene. Per ridurre i rischi basta poco. Chi sta a lungo in piedi si ricordi di alzarsi sulle punte dei piedi almeno per due minuti ogni ora. E chi sta seduto, oltre ad utilizzare una pedana poggiapiedi, sollevi le gambe almeno per un quarto d’ora tre volte al giorno.
  3. Alimentazione “verde”. La dieta deve essere ricca di frutta e verdura, che contengono vitamina C in grado di aiutare la parete dei vasi a rimanere più “robusta”. Da preferire sono i peperoni e, tra la frutta, fragole, mirtilli e altri prodotti del sottobosco ricchi di composti (bioflavonoidi) in grado di “rinforzare” la parete dei vasi sanguigni. Non solo: se possibile consumare aglio e cipolla, che contengono sostanze, come l’allicina,  ad azione protettiva.
  4. Limitare il sale. L’eccesso di sale tende a far trattenere liquidi all’interno dei vasi, aumentando lo “sforzo” delle pareti venosa e facilitando la perdita di piccole quantità di liquidi attraverso i capillari, da cui origina il gonfiore delle caviglie. Meglio ridurre il sale e bere molto, anche lontano dai pasti, per “diluire” il sangue e facilitarne la “risalita” dalle gambe verso il cuore.
  5. Attenzione ai tacchi. Bisogna mantenere la curvatura naturale del piede: così l’azione di spinta verso l’alto è naturalmente ottimale. Quindi bisognerebbe evitare di camminare scalze ma anche di sfoggiare tacchi alti, altrimenti l’azione di pompa muscolare può risultare poco efficace. Il tacco ideale è alto circa due centimetri e mezzo perché così facendo si rispetta l’arco plantare.
  6. Riposare con i piedi più in alto del capo. Per ottenere questo risultato bisogna inclinare il letto o l’intero materasso in modo che le estremità inferiori rimangano sollevate di 15-20 centimetri. Attenzione però a non mettere direttamente i cuscini sotto le gambe, perché si rischia di creare un’angolatura che può frenare il passaggio del sangue all’altezza delle caviglie.

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