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Aria poco umida, così nasce il naso secco

25 maggio 2017
Aria poco umida così nasce il naso secco
Vi è mai capitato di svegliarvi la mattina con le narici secche? Se la risposta è positiva, sappiate che questa sensazione non è per nulla salutare e che purtroppo se la cosa si ripete si rischia anche di andare incontro a fastidiose infezioni.
Quindi fate attenzione a non esagerare con i condizionatori, ora che le giornate si fanno sempre più calde. Il pericolo è quello della “rinite secca”, infiammazione che apre la strada ai virus.
Si tratta, infatti, di un’infiammazione delle cavità nasali e della mucosa che le riveste la cui funzione è proprio quella di umidificare l'aria respirata attraverso la produzione di muco. Per funzionare al meglio le mucose nasali producono, anche se non ce ne accorgiamo, circa trecento millilitri di muco al giorno ed è proprio questo muco che consente di imprigionare e raccogliere tutto il particolato (l’insieme delle minute particelle che fanno parte del pulviscolo atmosferico) che viene introdotto nelle cavità nasali attraverso il respiro tra cui anche batteri, virus, pollini e altro. Il loro smaltimento è a carico delle cellule ciliate presenti nel naso.
Se il “microclima” nasale si altera, quindi, c’è il pericolo di mettere a repentaglio il delicato equilibrio delle funzioni nasali e della mucosa che, privata della sua fisiologica protezione, vale a dire il muco, reagisce con la produzione di croste che rappresentano solo il disturbo più visibile, ma in realtà è tutto l’organismo che viene messo a rischioSbalzi termici virus all attaccosenza le normali funzioni protettive del naso. Insomma, combattere il caldo va bene, ma attenzione a non esagerare rendendo l’aria poco umida. Si rischia di andare incontro a piccoli fastidi specie se la secchezza scende verso il basso e interessa anche faringe e laringe, con mal di gola e raucedine.
Per non parlare dell’entrata dei virus, che possono poi svilupparsi e creare fastidi.

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