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Con il bel tempo e la voglia fare attività fisica, attenzione a non farvi male!

06 giugno 2017
Con il bel tempo e la voglia fare attività fisica attenzione a non farvi male

Movimento, ma con giudizio!

Pag 01Per i pigri, la stagione è quella giusta. Con le belle giornate e la possibilità di nuotare in mare, è arrivato il momento di riprendere a muoversi con regolarità, o meglio di continuare a farlo, visto che anche nel resto dell’anno l’attività fisica rappresenta un toccasana per la salute.
L’importante è non esagerare, evitando di richiedere al corpo quello che non può sopportare o di lanciarsi in sforzi che possono risultare controproducente.
Ciò che conta, insomma, è non cadere nella sindrome di Highlander, quadro legato al desiderio di avere prestazioni da super atleta senza averne le basi fisiche. Per essere utile, combattere i chili di troppo ed aiutare l’organismo a lavorare meglio, preservando cuore e muscoli, l’esercizio fisico non deve prevedere la richiesta di prestazioni eccessive al corpo. Il consiglio è valido in particolare per chi aspetta l’estate per la classica partita a calcio tra scapoli e ammogliati o la maratona a tennis. Senza il giusto allenamento, i rischi sono dietro l’angolo.
Ancor più attenzione deve prestare chi invece punta a “stupire”, dedicandosi per una volta ad attività sempre più diffuse, come il free climbing o le escursioni ad alta quota. L’attività fisica può essere pericolosa per chi non è allenato, perché può condurre ad un sovraccarico cardicircolatorio e quindi ad un affaticamento per il cuore oltre che ad un maggio rischio per tendini e articolazioni.
E’ quindi fondamentale iniziare con calma, partendo da sforzi brevi di tipo aerobico (che cioè consentono di rifornire l’organismo di ossigeno) come corsa lenta, bicicletta o nuoto. Poi, progressivamente, si possono aumentare i tempi di attività. Per chi ha superato la soglia degli anta, infine, meglio evitare o approcciare con la dovuta calma e il consiglio di un esperto le attività che inducono brusche variazioni della tensione muscolare, con scatti brevi e intensi: è il caso ad esempio del calcetto o dello squash.
Soprattutto se si ha qualche piccolo fastidio all’apparato muscolo-scheletrico o comunque quando si riprende a fare sport dopo un lungo periodo di inattività è sempre meglio chiedere consiglio al proprio medico di famiglia.
Tenendo a mente queste semplici regole, comunque, non si può azzerare il rischio di piccoli traumi, che spesso si possono contrastare attraverso un impiego intelligente dei farmaci di automedicazione, estremamente utili per rimettersi in forma e riprendere l’attività fisica. Corsa

Attenzione alla corsa!

La prima regola è scegliere bene le calzature, altrimenti si rischiano distrazioni (meno gravi) o vere e proprie distorsioni del ginocchio o di caviglia, specie se ci si muove su terreni accidentati. A rischio è soprattutto chi non è allenato o è in sovrappeso oppure con la muscolatura dell’addome debole. La situazione è diversa se compare dolore sotto la pianta del piede o in un punto del ginocchio. Il dolore, dalla regione interessata può irradiarsi ai muscoli circostanti. All’inizio può essere modesto e scomparire completamente con il riposo, ma, se sottovalutato, può diventare invalidante anche per le normali attività della vita quotidiana come il semplice camminare. Come nel caso precedente, i farmaci di automedicazione aiutano a controllare i sintomi sia nella fase acuta sia quando il dolore si mantiene per qualche giorno. Gli stessi medicinali sono indicati quando compare il mal di schiena, magari legato alla contrattura dei muscoli che corrono lungo la colonna vertebrale. 

Palestra


In palestra, occhio alla strega!

Sono i muscoli a correre i maggiori rischi per chi sceglie di fare esercizi in palestra, sia per il mancato riscaldamento a inizio sforzo sia per quanti invece richiedono troppo all’organismo, mettendo a repentaglio il benessere dei muscoli. Occorre quindi prestare attenzione alle possibili lesioni muscolari o anche alle semplici contratture, sempre in agguato e potenzialmente molto dolorose pur se non c’è una vera e propria lesione delle fibre muscolari. Per chi fa sforzi troppo intensi o esagera “a freddo”, infine, occorre temere particolarmente il “colpo della strega” che può insorgere in ogni attività a seguito di un movimento brusco, magari eseguito senza il necessario riscaldamento. Il dolore è improvviso in sede lombare, la limitazione funzionale evidente, essenzialmente determinata dalla contrattura antalgica che la muscolatura della colonna vertebrale mette in atto per limitare il dolore. Il “colpo della strega” insorge più facilmente in soggetti poco allenati che frequentano occasionalmente la palestra ed è favorito, al pari delle lesioni muscolari, dalla preparazione fisica inadeguata. Ovviamente i farmaci di automedicazione, scelti caso per caso in base al tipo di sintomo e disponibili sia per via orale sia per utilizzo locale, rappresentano uno dei punti fermi nel percorso di recupero e di ripresa dopo che il muscolo si è “ribellato”.

Higuain o Federer? Attenzione!

TennisSe non si è allenati, calcio e tennis non sono certo indicati. Calcio a 5Soprattutto in estate, quando le alte temperature possono far perdere grandi quantità di liquidi e sali minerali all’organismo, con conseguenti possibili ripercussioni sulla salute generale. Per questo occorre fare sforzi pesanti e prolungati solo quando si è davvero in forma. Fatta questa necessaria precisazione, venendo ai traumi più classici, a rischiare di più sono muscoli e articolazioni, i primi per le improvvise ed elevate sollecitazioni del corpo non allenato, i secondi messi a repentaglio dai cambi di direzione e dalla sofferenza dei legamenti. Per i muscoli, il segnale d’allarme è una forte “fitta”, una “frustata” o uno “schiocco”, in corrispondenza di un muscolo. In questi casi occorre applicare immediatamente ghiaccio ma preferibilmente non a contatto diretto con la cute e fermarsi immediatamente. I farmaci di automedicazione ad azione antidolorifica e antinfiammatoria, capaci anche di ridurre eventuale gonfiore, e riposo possono aiutare a risolvere prima i problemi. Lo stesso vale in caso di leggeri traumi articolari.  Anche il tennis va affrontato con una buona preparazione e mai in condizioni di particolare stanchezza. Sul fronte dei problemi, oltre al mal di schiena il tennis mette a rischio il gomito, con quella situazione che viene appunto definita gomito del tennista. Il gomito del tennista o epicondilite laterale una lesione traumatica da sovraccarico in cui il muscolo estensore comune delle dita viene stirato in maniera eccessiva e si infiamma. A volte si tende a sottovalutare questo disturbo perché nelle fasi iniziali il malanno sembra essere di scarsa entità. Il riposo è però fondamentale così come intervenire per risolvere l’infiammazione. 






Trekking

Su e giù per le montagne

Il trekking è ormai una moda diffusa, fa bene e consente di vedere ambienti bellissimi, ma occorre fare attenzione all’attrezzatura, In particolare prestate un occhio alle scarpe, per evitare che siano troppo strette e quindi favoriscano la comparsa di vesciche oppure troppo larghe: in queste situazioni il rischio è quello di cadere o di andare incontro a “storte” che mettono a repentaglio il benessere della caviglia.Per tutti e due i rischi ovviamente prevenire è meglio che curare, per cui, fate attenzione alle calzature che devono essere di misura adeguata, con suola e tomaia adeguate ai terreni di montagna e preferibilmente alte fino alla caviglia per proteggerla meglio da movimenti bruschi. Chi invece sceglie la mountain bike per muoversi sui sentieri di campagna, occhio alle cadute: usate sempre il casco e ricordate che la somministrazione di una fonte fredda nell’area interessata da un trauma è il primo rimedio efficace da non sottovalutare mai in quanto permette di minimizzare l’ematoma dovuto alla fuoriuscita di sangue. Se poi bisogna fare i conti con ferite superficiali ed escoriazioni, l’importante è pulire e disinfettare la lesione e non applicare mai il ghiaccio direttamente sulla cute lesa. Se la parola non passa al soccorso medico per la serietà del problema – se per esempio la ferita è profonda, o se un arto si rompe, poi, i farmaci di automedicazione sono d’aiuto per risolvere e alleviare i sintomi eventuali traumi, infiammazioni, ematomi o ferite.

Tutti al mare….

Come rinunciare ad una partita di beach volley o ad un’uscita in Beach Volleybarca a vela quando se ne ha l’occasione? Difficile, tremendamente difficile. Ma anche in questo caso è necessario prestare attenzione alla prevenzione di possibili piccoli incidenti che rovinano le vacanze.  Parlando di beach volley, ad esempio, la sabbia e le dimensioni del campo rendono i salti e gli spostamenti molto faticosi, per cui questo sport va affrontato con un buon grado di allenamento. Per il caldo, è necessaria un’adeguata assunzione di liquidi durante e dopo lo sforzo, ed è opportuno evitare di affrontare una partita dopo un pasto e nelle ore più calde della giornata. Per chi sceglie questa attività, i rischi maggiori sono per le dita, le maniVela e lespalle.  Se il trauma è lieve, il dolore lievi e la funzione normale, si può continuare a giocar, anche se in generale la presenza di dolore è sempre un campanello di allarme che deve farci fermare. Sempre meglio infatti interrompere l’attività e applicare subito del ghiaccio.Quando il trauma è più violento con dolore moderato è possibile la presenza di gonfiore e tumefazione che riducono la funzionalità delle zone colpite. Occorre riposare per qualche giorno, attentando i fastidi con l’utilizzo di antinfiammatori per uso topico. Una volta scomparsa la sintomatologia, si può tornare a giocare. Anche per la spalla sono soprattutto la mancanza di allenamento e le attività troppo faticose a sollecitare eccessivamente tendini e muscoli. Se sul fronte delle terapie lo schema è sempre lo stesso, è ancor più importante la prevenzione: ricordate di “scaldare” bene l’articolazione.Per chi invece sceglie la barca avela, oltre a ricordare l’importanza di un’attentascelta degli indumenti (mai dimenticare qualcosa di più pesante della sola t-shirt!), occorre anche avere sempre a disposizione il ghiaccio istantaneo.  Il rischio di traumi è basso ed è essenzialmente dovuto alla presenza di oggetti inusuali, quali corde bitte, etc., nonché dell’acqua che rende scivolose le superfici. Per questo i pericoli maggiori vengono da piccole ferite, che possono essere affrontate con una corretta disinfezione immediata e poi protette per evitare sovrainfezioni. In caso di contusione, invece, dopo aver applicato il giacchio si può ricorrere a farmaci di automedicazione che consentono di limitare la diffusione dell’ematoma e il dolore, oltre che il gonfiore, consentendo un più rapido ritorno alla normalità.

FARMACI DI AUTOMEDICAZIONE INDICATI PER GLI IMPREVISTI PIU’ FREQUENTI

Infiammazioni causate da distorsioni, strappi, slogature, crampi:

Pomate, creme, unguenti e cerotti medicati per uso locale a base di antinfiammatori non steroidei FANS (diclofenac, naproxene, piroxicam, flurbiprofene, acido acetilsalicilico, aceclofenac, etofenamato, acido flufenamico in associazione, fenilbutazone, capsaicina, d-canfora, dietilamina in associazione e derivati dell’acido salicilico).Farmaci per via orale a base di antinfiammatori non steroidei FANS: ibuprofene, ketoprofene, dexketoprofene ma anche paracetamolo e acido acetilsalicilico.

Utili possono essere anche farmaci che rilassano la muscolatura (per esempio a base di tiocolchicoside e mefenesina in associazione).

Ecchimosi ed ematomi

Eparinoidi e sostanze capillaroprotettrici che contengono principi attivi (ad esempio centella, eparan solfato, escina, oxerutina, troxerutina, glicosaminoglicano polisolfato, pentosano polifosfato sodico), in grado di accelerare il riassorbimento del sangue fuoriuscito dai vasi riducendo quindi il tempo di visibilità dell’ematoma.

Ferite ed escoriazioni cutanee

La disinfezione si può fare utilizzando acqua ossigenata (perossido di idrogeno) o antisettici e disinfettanti per uso cutaneo, contenenti ad esempio: cloramina, clorexidina, eosina, iodio, iodopovidone, benzoxonio, acido undecilenico in associazione, sodio ioduro in associazione, benzalconio, benzocaina in associazione, didecildimetilammonio cloruro, merbromina, sodio ipoclorito e zinco ossido. 
Non utilizzare mai prodotti aperti da lungo tempo.

In alcuni casi può essere utile anche applicare una pomata antibatterica nell’area immediatamente circostante la ferita a base di neomicina (in associazione). 

Per favorire la guarigione e la rigenerazione cutanea, è inoltre possibile utilizzare unguenti a base di collagenasi, acido ialuronico, neomicina in associazione, o polideribotide.

Micosi cutanee (quando si entra in contatto con ambienti umidi come piscine e palestre).

Antimicotici per uso topico ad esempio: clotrimazolo anche in associazione, econazolo, ketoconazolo, amorolfina, bifonazolo, fenticonazolo, ciclopirox, fluconazolo,miconazolo, isoconazolo, sertaconazolo, naftifina, tioconazolo, terbinafina.

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