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Emorroidi: cosa fare con quel fastidio “nascosto”

05 settembre 2017
emorroidi cibi

Soffrite di vene “deboli”? Fate attenzione alle emorroidi, ovvero il rigonfiamento anomalo delle vene emorroidarie, situate in prossimità dell’ano. L’alterazione è molto diffusa tanto che, secondo alcune statistiche, si manifesta in almeno cinque persone su cento sopra i trent’anni. Si tratta però quasi certamente di stime per difetto perché molti, come dalla definizione di Ippocrate, usano il termine emorroidi per definire le emorragie del retto, cioè dell’ultima parte dell’intestino. Se si vanno a cercare invece alterazioni del tutto silenti o comunque poco significative della parete delle vene (prurito o leggero dolore), infatti, la percentuale di individui che debbono fare i conti con il problema è sicuramente maggiore. A rischio sono soprattutto le donne, che a volte vedono iniziare il problema con la gravidanza. La debolezza dei tessuti indotta dai mutamenti ormonali della gestazione, l’aumento della pressione nell’addome per l’ingrandimento dell’utero e il sovraccarico della circolazione addominale portano facilmente alla comparsa di emorroidi. Oltre ai classici rimedi della nonna, come i semicupi con acqua tiepida, l’attenzione alla dieta e l’igiene, i farmaci di automedicazione ad azione lenitiva, antinfiammatoria e antipruriginosa possono essere di grande aiuto in caso di prurito anale, iritazione e anche se si soffre di stipsi. Ma occorre soprattutto tenere le giuste abitudini. Ecco qualche consiglio: 

  • Seguire una dieta anti-stitichezza: frutta e verdura, cibi integrali (pane pasta o riso) ricchi di fibre, yogurt per ridare fermenti lattici all’intestino. In questo modo si può “rimettere” in moto la normale attività intestinale e fare in modo che i ritmi d’evacuazione del viscere siano regolari. 
  • Consumare regolarmente olio d’oliva, che ha un’azione emolliente sulle feci.
  • Evitare cibi irritanti come spezie e cioccolato. 
  • Svolgere regolare attività fisica: spesso la stitichezza e le emorroidi che ne seguono, sono legate alla pigrizia del corpo che si riflette sull’intestino.
  • Evitare l’uso di detergenti che indeboliscono la pelle intorno all’ano, e quindi facilitano la comparsa dei sintomi. Utili sono semplici bidet, da ripetere almeno tre volte al giorno, con un pizzico di acido borico mescolato ad acqua tiepida. Queste abluzioni aiutano a prevenire l’infiammazione e comunque mantengono pulita la parte sofferente.
  • Non reprimere lo stimolo all’evacuazione.
  • In caso di prurito locale, non indossare indumenti stretti che possono impedire un’adeguata traspirazione e quindi creare le condizioni ideali per lo sviluppo di irritazioni cutanee, infiammazioni e micosi. 

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