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Aiuto, soffro di stressoressia

19 ottobre 2017
Stressoressia

Colpisce soprattutto le donne tra i 25 e i 45 anni. Porta a disordini nell’alimentazione, legati soprattutto al fatto che non si ha letteralmente tempo di consumare un pasto regolare, con il risultato che ci si nutre troppo poco o magari si esagera con alimenti ricchi di calorie e di rapido consumo. Può aprire la porta ad un ad un’alimentazione insufficiente intervallata da episodi di “binge eating”, ovvero abbuffate fuori controllo. Questo è l’identikit della stressoressia, condizione moderna che interessa in particolare le donne impegnate sul lavoro e in famiglia, soprattutto quelle  che vivono nelle grandi città. Come dice il neologismo che la definisce, la situazione è legata allo stress cronico che determina una eccessiva tensione a cui spesso si associano anche altri sintomi fuori dall’apparato gastrointestinale, come i disturbi del ritmo sonno-veglia – l’insonnia può diventare un problema in più – e, nei casi più seri, depressione latente.  Sul fronte dell’alimentazione si osserva una diminuzione dell’introito calorico con una dieta poco salutare, che a volte, come detto, viene intervallata da vere e proprie “abbuffate”.  Purtroppo, oltre alla riduzione del cibo, spesso si assiste anche a scelte che non sono propriamente salutari. Ad esempio la donna può ricercare inconsapevolmente cibi particolarmente sapidi per avere un “piacere” intenso al gusto (con conseguente aumento del rischio di accumulare liquidi facendo strada a disturbi come la cellulite o l’insufficienza veno-capillare) oppure tende a lasciarsi andare al consumo di zuccheri semplici (caramelle e bibite in primis) e quindi a sottoporre l’organismo vere e proprie sferzate di insulina che possono favorire l’insorgenza del diabete. Come difendersi? Occorre cercare di riguadagnare il possesso del proprio tempo,  cercare di rilassarsi e soprattutto rispettare il ritmo dei pasti, evitando di saltare gli appuntamenti quotidiani con il cibo, in particolare la prima colazione. In alcuni casi, un valido supporto psicologico può essere d’aiuto per riconquistare il proprio equilibrio e dare il giusto spazio e  importanza ai momenti di relax e ritrovare nell’alimentazione un momento di piacere, appagamento e di cura di sé e non solo una fastidiosa incombenza per gestire il senso di fame

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