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Buon appetito… con un occhio a stomaco e intestino!

01 dicembre 2017
dossierdicembre

Ci siamo quasi. Mentre leggete questo dossier, siete già coinvolti nell’organizzazione di pranzi e cene di auguri con i compagni di lavoro, gli amici e i parenti e magari state pensando al Natale e alle leccornie che vi attendono. Noi di Semplicemente Salute, oltre a farvi gli auguri, non vogliamo certo dirvi di rinunciare agli immancabili peccati di gola che caratterizzeranno pranzi e cene del periodo natalizio e che, se non sempre ottimali per la pancia, di certo fanno bene all’umore. Ovviamente, però, il ruolo di un sito web che si occupa di proporre consigli per la salute è quello di ricordare che quantità di cibo superiori al normale e con abbondante ricorso a condimenti o con cotture critiche inducono facilmente i sintomi della cattiva digestione quali pesantezza di stomaco, nausea, stipsi, disturbi del sonno, meteorismo, cefalea, reflusso acido e sensazioni di disagio. Alcuni semplici accorgimenti come cercare di dedicare tempo all’attività fisica – anche solo attraverso passeggiate “digestive”, mangiare cibi leggeri e poco conditi, cercare di limitare fumo e alcolici possono aiutarci a non rovinare le feste. Detto questo, non dimentichiamo che bruciori di stomaco, digestione lenta, meteorismo e cambiamenti nel ritmo intestinale sono all’ordine del giorno. Per questo, come quando si esagera, i farmaci di automedicazione possono venire in aiuto se si manifestano sintomi passeggeri molto comuni, tanto che, stando ad un sondaggio di Semplicemente Salute di cui vi abbiamo già parlato qualche giorno fa, l’89,6% degli italiani ha avuto esperienza di almeno un disturbo a stomaco e intestino, mentre il 57,7% di più disturbi diversi. Bruciore di stomaco (36,8%), dolore addominale (32,4%), gonfiore e meteorismo (28,1%), diarrea (27,1%), difficoltà digestive (25,7%) e stitichezza (25,4%) sono quelli più ricorrenti.  A scatenarli abitudini alimentari scorrette e stress. Ed è proprio su questo aspetto che vorremmo ragionare, visto che molto spesso ansia e tensione si scaricano proprio su stomaco e intestino. Abbiamo affrontato l’argomento già in una news in occasione della diffusione dei dati dell’indagine ma, poiché il rapporto tra apparato gastrointestinale, pensieri ed emozioni condiziona la vita di tutti noi, abbiamo deciso di dedicare al tema l’approfondimento del mese, per molti grazie alle gioie del Natale, il più atteso dell’anno

I segreti del “secondo” cervello

Per riprendere il discorso …., nell’organismo umano esiste un secondo sistema nervoso, denominato enterico, localizzato nella parete addominale. Il sistema nervoso enterico è costituito oltre 100 milioni di neuroni e svolge una funzione tutt’altro che marginale per il buon funzionamento del nostro organismo: grazie a specifici neuroni che rilevano, ad esempio, il gusto o acidità, è in grado di “badare a sé stesso” regolando autonomamente alcune funzioni come assorbimento, digestione e motilità.
I due cervelli – o meglio i due sistemi nervosi, quello centrale e quello enterico - comunicano attraverso un fitto dialogo di impulsi bilaterali, trasmessi prevalentemente attraverso il nervo vago. In poche parole il primo cervello è capace di alterare il normale funzionamento di quello “addominale” interferendo con i suoi ritmi. Ma è vero anche il contrario. Stomaco e cervello, quindi, si condizionano a vicenda. Ed è per questo rapporto del tutto normale, ma a volte “pericoloso”, che possono nascere i disturbi.

Il ruolo dei neurotrasmettitori

Nel corpo umano esistono sostanze che hanno il compito di far “viaggiare” regolarmente gli stimoli nervosi, contribuendo al benessere psichico e fisico. Uno dei composti che sono coinvolti nel “telecomandare” la relazione è una piccola molecola che fa da “neurotrasmettitore del benessere”: la serotonina che, come accennavamo, pur agendo a livello cerebrale, viene prodotta per il 95% a livello gastrointestinale. Quando si mangia un cibo gustoso, l’intestino attiva i suoi ricettori e aumenta la produzione di serotonina, rendendola disponibile a livello cerebrale e favorendo cosi anche la sensazione di piacere e benessere associata al consumo di quel particolare alimento. Secondo lo stesso meccanismo, in presenza di una infiammazione in sede intestinale, viene prodotto un eccesso di serotonina che, da un lato induce la comparsa di disturbi gastrointestinali, dall’altro attiva a livello cerebrale un enzima che demolisce la serotonina, influenzando negativamente il nostro umore. Ciò porta a una sensazione di malessere fino ad arrivare, in alcuni casi, a una vera e propria depressione. Chi è depresso tende, infatti, a mangiare molti dolci: questi alimenti hanno un'influenza sulla quantità di triptofano, un aminoacido precursore della serotonina. Da qui, la semplice equazione: mangiare dolci rende più felici. 

Per questo ed altri meccanismi che riflettono quanto gli stati d’animo influiscano sul benessere dello stomaco sono nate frasi come “avere un mal di pancia”, che non sono solo modi di dire ma hanno una chiara corrispondenza a livello scientifico nella interazione che esiste tra stomaco e cervello. 

Inoltre, alcuni studi recenti hanno dimostrato come sulla mucosa intestinale esista un vero e proprio sistema immunitario capace di dialogare con tutto l’organismo. Il tratto gastrointestinale è la prima barriera con il mondo esterno: il cibo che ogni giorno ingeriamo non è sterile, ha una carica batterica che induce una reazione da parte dei linfociti T, i globuli bianchi deputati a riconoscere un’infezione, che sono disposti in gran numero in tutto l’apparato digerente. Il microbiota, detto più comunemente flora intestinale, ovvero l'insieme di microorganismi che, in condizioni di normalità, convivono con l'organismo umano senza danneggiarlo, intervengono in numerosi processi fisiologici ostacolando, ad esempio, l’insediamento e lo sviluppo di agenti dannosi per la nostra salute.

E lo stress si scatena

Condizioni di vita, stato d’animo, contesto famigliare, stress emotivo sono tutti fattori, quindi, che possono avere una forte influenza sulle nostre funzioni, specialmente quelle gastrointestinali. È opportuno fare caso non solo ai sintomi, ma alle modalità con cui si verificano: ad esempio, un malessere solo diurno che scompare durante le ore notturne, è spesso correlato a un disturbo legato ad ansia o a stress, e può rappresentare un utile campanello di allarme indice di una causa psicosomatica.

Spesso, il manifestarsi di questi disturbi  aumenta ansia e malessere. 

Inoltre, chi ne è colpito si trova ad affrontare questi disturbi in momenti o situazioni in cui non è possibile disporre del consiglio del medico. In questi casi è importante agire tempestivamente sui sintomi utilizzando come prima misura curativa i farmaci di automedicazione, eventualmente consultando il farmacista e ricorrendo successivamente alla consultazione medica in caso di sintomi di allarme come la febbre, il sanguinamento o l’aggravarsi della sintomatologia.

La difficoltà digestiva si può sconfiggere con enzimi digestivi (proteine normalmente prodotte da pancreas e stomaco), e antiacidi (acido citrico, bicarbonato di sodio, carbonato di calcio, composti di alluminio e magnesio, magaldrato ecc.). Se vi è acidità gastrica o bruciore o dolore, oltre agli antiacidi “tradizionali” possono essere utili i farmaci antisecretori, come gli anti-H2 (cimetidina, famotidina, ranitidina) e gli inibitori di pompa protonica (omeprazolo, pantoprazolo). Molto utili possono essere i procinetici, denominati così perché aumentano la motilità della muscolatura liscia dell’apparato digerente, accelerando i tempi di transito e normalizzando lo svuotamento gastrico. Tra i principi attivi comunemente consigliati vi sono metoclopramide cloridrato e domperidone. Entrambi hanno anche un effetto anti-nausea. Se vi è distensione gastrica o addominale, si può ricorrere a farmaci contenenti carbone attivato (azione di assorbimento dei gas) oppure simeticone.

Cosa fare a tavola?

L’alimentazione svolge una funzione molto importante e costituisce il fattore causale più frequente nella genesi delle difficoltà digestive e degli altri disturbi a esse correlati (aerofagia, meteorismo, tensione addominale, acidità…). Gli alimenti più critici sono rappresentati dai cibi molto ricchi in grassi (panna, maionese, intingoli, burro, lardo, carni grasse, insaccati, ecc.) o dai cibi sottoposti a cotture particolarmente complesse come la frittura o la cottura in umido (stufati, spezzatini, brasati). Una nota importante è rappresentata dai dolci che spesso sono arricchiti in panna o creme che rendono assai più calorico il dessert e aumentano la difficoltà digestiva dell’intero pasto. Anche le bevande possono essere importanti nel favorire la difficoltà digestiva. In particolare l’eccesso di alcolici, soprattutto l’uso di aperitivi, superalcolici e amari, così come l’esagerato consumo di caffè o di bevande molto gassate possono favorire l’insorgere di problemi digestivi. Per contro, alimenti di facile digeribilità sono la frutta, e la verdura specie se consumata fresca o sottoposta a cottura al vapore e condita con olio a crudo. Ottima digeribilità offrono le carni magre, i formaggi freschi (se non si è intolleranti al lattosio), il pesce, la pasta e il riso se cotti al dente e conditi in modo semplice.  Non dimentichiamo poi che veri nemici della digestione sono alcuni fattori che frequentemente si osservano nel corso di pranzi festivi e cenoni: l’eccesso nel volume del pasto, la concitazione e la conseguente marcata velocità nell’assunzione del cibo (con difetto masticatorio e rapida distensione gastrica), l’abitudine al fumo durante il pasto e la sedentarietà.

L’attività fisica e semplici accorgimenti come il massaggio addominale e tenere la pancia al caldo possono aiutare ad alleviare alcuni sintomi.

Quando occorre più attenzione?

Ovviamente l’automedicazione responsabile prevede che se si presentano problemi diversi, se i sintomi durano più giorni o si presentano in persone particolarmente a rischio la parola debba passare al medico. Difficoltà digestive o una diarrea protratta per più giorni sono infatti condizioni problematiche quando si tratta di anziani e bambini. Nell’anziano perché è più facile che si verifichi uno scompenso; mentre il bambino ha residui liquidi contenuti e questo lo espone alla possibilità di andare incontro a problemi più severi.  Persone affette da patologie a rischio, che hanno familiarità positiva per cancro al colon o patologie infiammatorie intestinali e, più in generale, soggetti immunodepressi devono di certo prestare particolare attenzione a improvvise perdite di peso involontarie, a vomito e diarrea.

Ecco il decalogo per prenderci cura del proprio apparato gastrointestinale!

  1. Non appesantirsi con pasti troppo abbondanti: quando si mangia di più rispetto al solito,esagerando con zuccheri e grassi, il nostro stomaco ci trasmette segnali di malessere tramite una serie di fastidiosi sintomi come pesantezza di stomaco, bruciore, nausea e gonfiore addominale.

  2. Spezie e cibi piccanti, spesso gustosissimi, possono irritare il nostro apparato digerente: meglio non abusarne.

  3. Non esagerare con pasti luculliani ricchi di cibi troppo conditi soprattutto la sera. Oltre a mettere a repentaglio il riposo, coricarsi apoca distanza da un pasto abbondante può favorire l’insorgenza dei sintomi della cattiva digestione, soprattutto, tra questi, la risalita dei succhi acidi dallo stomaco.

  4. Pur non rinunciando ai piaceri della tavola concedendosi qualche piccolo peccato di gola che fa bene all’umore, non esagerare con le porzioni e con le calorie superflue: moderarsi nelle quantità è sicuramente preferibile al classico digiuno “rigenerante” post abbuffate, come spesso si tende a fare in occasione delle festività.

  5. Mai tralasciare il movimento che facilità la regolarità del transito intestinale.

  6. Fare attività fisica regolarmente aiuta a “scaricare le tensioni” con effetti benefici anche sull’apparato gastrointestinale.

  7. I ritmi di vita, lo stress, la routine lavorativa, possono mettere a dura prova l’apparato gastrointestinale. Cercare di ritagliarsi un po’ di tempo per attività piacevoli può aiutare a ridurre i sintomi correlati come tensione addominale, gonfiore, spasmi e dolore, stitichezza alternata ad episodi di diarrea.

  8. Oltre alla sedentarietà e allo stress, nemici della salute dell’apparato gastrointestinale sono il fumo e il consumo di alcol. Soprattutto se associati ad un pasto abbondante, ne rendono ancora più difficoltosa la digestione.

  9. Cercare di fare una dieta equilibrata, ricca di frutta e verdura e dedicare ai pasti il giusto tempo, sforzandosi di mangiare con calma senza ingurgitare e fare del pasto un momento di nutrimento ma anche una pausa rigenerante.

  10. Se, tuttavia, qualche fastidio allo stomaco o all’intestino si presenta, un importante aiuto può venire dai farmaci da banco per contrastare gli effetti debilitanti provocati da disturbi quali pancia gonfia, pesantezza, acidità di stomaco, nausea, reflusso gastrico, diarrea, stitichezza, nausea e vomito.

     

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