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I segreti invisibili degli acari

02 gennaio 2018
raffreddore parte da casa

Rinite allergica: quando il nemico vive in casa

Starnuti a ripetizione. Naso chiuso. Occhi gonfi e arrossati. Per molte persone il risveglio si traduce in un insieme di disturbi che disegnano i quadri tipici della rinite e della congiuntivite. E, strano a dirsi, la colpa non è sempre dei virus. In molti casi, per chi è allergico, i problemi iniziano sotto le lenzuola, dal contatto con i cuscini e le coperte. Il nemico, in questo caso, ha un nome. Si chiama acaro ed è uno degli esseri viventi più antichi sulla terra. Può vivere e crescere in ambienti differenti come le piante, i fiori, gli animali, l'uomo, la terra, sui laghi e sull'acqua salata, nelle case e nei rifiuti organici, nei materassi, nei libri. A creare problemi sono soprattutto quelli che vivono in casa, perché sono responsabili di moltissimi casi di allergia e dei fenomeni conseguenti. Detto che nelle forme più serie, quando si manifestano, oltre a raffreddore, congiuntivite e colpi di tosse secca, anche sintomi respiratori di una certa entità, come la mancanza d’aria, la parola deve obbligatoriamente passare al medico, quando i sintomi sono passeggeri si può anche ricorrere ai farmaci di automedicazione ad azione antistaminica. Ma ciò che conta di più è sapere con cosa si ha a che fare, per prendere le opportune contromisure in termini di prevenzione, soprattutto in questo periodo. È proprio in questa stagione, infatti, che viviamo ad ancor più stretto contatto con gli acari. Il riscaldamento interno produce moti d’aria convettivi e aumenta la concentrazione degli allergeni degli acari nelle stanze. Così gli ambienti riscaldati, spesso sigillati da finestre con doppi vetri, si riempiono di allergeni perché offrono agli acari un microclima caldo-umido ideale per proliferare, favorendo anche la crescita di muffe e il ristagno degli allergeni provenienti dagli animali domestici.

L’acaro al microscopio

Gli acari  più comuni e responsabili delle allergie - scientificamente detti dermatofagoidi - sono di piccole dimensioni, circa 200-300 micron, cioè all'incirca 1/4 di millimetro, per cui non possono essere visti ad occhio nudo, ma soltanto con una lente di ingrandimento o, meglio, al microscopio. Il maschio è leggermente più piccolo della femmina. L'acaro della polvere, in particolare, è privo di una vera testa; la parte anteriore del corpo o gnatosoma funge da apparato buccale, oltre ad avere funzioni di presa e sensoriali. Gli occhi sono assenti. Tuttavia gli acari della polvere sono estremamente foto fobici per cui quando sono esposti alla luce, diventano molto animati poiché vanno alla ricerca di recessi bui. L'intero ciclo di vita di un acaro, da uovo ad adulto, si compie in 2-3 settimane. Gli adulti hanno una vita media di 2-4 mesi (circa 80 giorni per i maschi e 160 giorni per le femmine). Durante questo periodo di vita hanno uno o due accoppiamenti, dopo i quali la femmina depone complessivamente 20-50 uova. L'acaro della polvere può tollerare un'ampia variazione di temperatura da circa 0 gradi centigradi sino a circa 30 gradi, con l'optimum attorno ai 20-25 gradi. L'umidità ambientale è più importante della temperatura, e c'è una ridotta tolleranza alle variazioni: umidità relativa ideale è attorno al 75%. Purtroppo gli acari sono molto resistenti, anche in presenza di condizioni non favorevoli alla loro sopravvivenza. Infatti, sono stati ritrovati anche in alta montagna e in regioni polari (ovviamente in condizioni di temperatura e di umidità relativamente elevate).

Dove e come cresce l’acaro e cosa scatena la reazione allergica

Gli acari si sviluppano in quei luoghi della casa che forniscono loro una sorgente di cibo e riparo, come i tappeti e i materassi. La struttura fibrosa e  cellulare di questi ambienti permette agli acari di accumulare acqua e ridurne le perdite. Lo sviluppo numerico dei dermatofagoidi nelle polveri domestiche risente notevolmente dei fattori igienico-ambientali e climatici, per cui varia in maniera considerevole la loro concentrazione nella polvere nelle diverse abitazioni ed anche nei singoli ambienti di una stessa abitazione (in linea di massima, comunque, si ritrovano maggiormente nelle camere da letto). Le concentrazioni di dermatofagoidi possono, quindi, variare da 10 a 1.000 e più per ciascun grammo di polvere. La dieta degli acari consiste di: scaglie di pelle umana, miceti che crescono sulla pelle umana, muffe, corpi e frammenti di insetti, batteri, polvere domestica e granuli di polline. E proprio le feci che da essi vengono prodotte sono un elemento che stimola la produzione di allergeni, insieme alle uova deposte, ai prodotti delle ghiandole della muta e di quelle genitali, agli enzimi digestivi e alla guanina contenuti appunto nelle feci. Tutti questi componenti invisibili, in misura più o meno significativa, sono in grado di scatenare la reazione allergica perché stimolano le difese dell’organismo attraverso  la produzione di Immunoglobuline E specifiche. Per chi è allergico alla polvere di casa, la presenza di antigeni degli acari (cioè di sostanze in grado di stimolare una risposta immunitaria) può dare luogo a diverse manifestazioni cliniche. Il naso può andare incontro a rinite allergica che comincia con numerosi starnuti, anche venti o più, accompagnati da una forte produzione di muco liquido, quasi acquoso. Al raffreddore si associano forte prurito al naso e ostruzione delle narici oltre che arrossamento e prurito oculare, tipici della congiuntivite allergica. Bisognerebbe, anche se è il prurito oculare è molto fastidioso, evitare di sfregarsi gli occhi continuamente per non aumentare l’arrossamento. Può esserci anche una lacrimazione continua, cui si associa la fotofobia (fastidio a vedere in ambienti molto luminosi), che possono essere aumentati dal contemporaneo lavoro allo schermo del computer.
Il ricorso ad antistaminici da banco può portare ad alleviare i sintomi ma nelle forme più gravi si può anche avere una crisi di asma bronchiale, che comincia spesso con una tosse stizzosa causata da tracheite spastica, con difficoltà dell’aria a passare nei polmoni, difficoltà respiratorie e fame d’aria. In questi casi sempre meglio consultare il proprio medico o il proprio allergologo.

Gli acari: un esercito con tante identità e tanti habitat preferiti 

Gli acari di interesse allergologico sono essenzialmente il Dermatophagoides pteronyssimus e farinae e l'Euoglyphus mayonei. E' possibile reperirli in tantissimi luoghi come negli abiti (da 100 a 1.000) e addirittura a livello del cuoio capelluto (fino ad 800). Essi però trovano il proprio habitat ideale nei materassi, nei divani, nei tappeti, nelle tende , nei cuscini e, più in generale, nella polvere delle nostre abitazioni, in particolare in quelle zone più frequentate dove più facilmente si verifica un arricchimento della polvere domestica con derivati epidermici ed alimentari di cui gli acari si nutrono. Ma non sono gli unici acari con cui conviviamo.  Alcuni vivono anche nel prosciutto, senza che nemmeno che ne accorgiamo.

Ecco, in sintesi, un breve elenco di acari minori, alcuni dei quali, al pari dei dermatofagoidi, sono dotati di attività allergenica.

• Acarus siro: è il cosiddetto acaro delle farine. Il suo habitat preferenziale è rappresentato da farine e da cereali, per cui è di costante rinvenimento nei mulini e nei silos, oltre che dalla crosta dei formaggi, su cui forma spesso una caratteristica polverina bianca, la cosiddetta "camola".
•  Lepidoglyphus destructor: si ritrova soprattutto nei fienili, nei granai e, in genere, negli ambienti dove si conservano derrate alimentari (salumi, cereali, etc.). Una delle sue caratteristiche è la capacità di resistere alle basse temperature.
• Tyrophagus putrescentiae: viene chiamato "acaro del prosciutto crudo". Si rinviene in grande quantità nei locali adibiti alla stagionatura dei prosciutti, ma anche nei caseifici (un altro habitat è costituito dal formaggio), nei magazzini e nei negozi di alimentari, nei silos (in quanto può infestare grano ed altri cereali), nelle coltivazioni di funghi, etc.
• Glycyphagus domesticus: deve il suo nome al fatto che predilige per la sua alimentazione le sostanze zuccherine, per cui è di frequente riscontro nei prodotti dolciari, ma anche nei formaggi, nel grano e nelle farine e, quindi, si ritrova nei negozi di alimentari e nelle cucine delle abitazioni. E' curioso ricordare che questo acaro si sposta da un luogo all'altro con grande velocità rispetto ad altri acari, per cui viene definito "acaro sportivo".
• Gohieria fusca: è presente nelle derrate alimentari ed in vari cereali. E’ l'unico acaro minore che si ritrova nei materiali letterecci (materassi, cuscini, etc.) e di imbottitura, oltre che nelle sedie impagliate.

Come combattere i sintomi

Come detto, nelle forme più gravi di allergia da acari è sempre necessario il coinvolgimento del medico, che può indicare terapie mirate da prescrizione oltre che, quando possibile, proporre un trattamento desensibilizzante. Nei casi in cui i sintomi siano legati alla rinite allergica, per controllarli efficacemente, si può anche puntare sui farmaci di automedicazione: tra i più utilizzati ci sono gli antistaminici, che cioè bloccano gli effetti dell'istamina responsabile dei disturbi, sia a uso topico - p.es. spray nasali o colliri -  che sistemico, cioè da assumere per bocca come nel caso delle compresse .
In presenza di congestione nasale, esistono anche associazioni di antistaminici con vasocostrittori come l'efedrina o la pseudoefedrina, che alleviano specificamente la fastidiosa sensazione di naso chiuso. Inoltre, diversi spray antiallergici possono essere utilizzati nella profilassi del raffreddore allergico con azione decongestionante.
È importante fare un uso appropriato di questo tipo di spray, poiché in caso di uso non corretto ed eccessivo si possono determinare effetti nocivi sulla mucosa del naso. Inoltre,  i vasocostrittori non vanno usati dai cardiopatici e dagli ipertesi poiché possono indurre aumento della pressione arteriosa.
Numerosi sono poi i colliri antiallergici che mirano ad alleviare i sintomi della congiuntivite.. Questi farmaci, poi, non andrebbero usati per più di 3-5 giorni visto

Regole di prevenzione per l’allergia da acari

Un materasso può arrivare a contenere da 100.000 a 10 milioni di acari e in un grammo di polvere possono esserci fino a 2.000 acari. Addirittura il 10% del peso di un cuscino di due anni può essere costituito da acari morti e dalle loro feci. Per questo è fondamentale seguire alcune semplice regole di prevenzione, al fine di limitare i rischi di “incontri” ravvicinati.

1. Materassi e cuscini devono essere avvolti ermeticamente con opportuni tessuti che impediscano il passaggio dell’allergene ma che consentano contemporaneamente una buona traspirazione.
2. Occorre lavare copricuscini e coprimaterassi ogni due/tre mesi ad una temperatura di 60°C (a temperature più basse gli acari non muoiono).
3. E’ consigliabile evitare l’uso di tappeti o moquette; se proprio non se ne può fare a meno, meglio preferire quelli a pelo raso ed evitare tappezzerie e tendaggi pesanti.
4. E’ utile scegliere con attenzione l’aspirapolvere, preferendo quelli dotati di adeguati filtri che impediscono la diffusione nell’aria degli allergeni.
5. Fondamentale è mantenere un basso tasso di umidità ambientale ed una temperatura non superiore ai 18°C, senza dimenticare di ventilare con frequenza i locali, arieggiandoli, anche se fa freddo la mattina e la sera.
6. Prestate attenzione alle pulizie, utilizzando un panno umido che non disperda gli allergeni nell’ambiente: utile è non tenere soprammobili, in particolare vanno evitati i pelouche.

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