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Sbalzi di temperatura e "meteropatia": qualche utile consiglio

02 maggio 2018
sbalzi di temperatura e meteopatia - qualche utile consiglio

Sentite il tempo? Comportatevi così

Il vento che inizia a soffiare. Le nuvole che si addensano nel cielo. Il barometro che piega pericolosamente verso il basso.
Aggiungete a queste componenti, variamente anche un pizzico di ansia che non viene controllata adeguatamente. Mescolate il tutto e avrete il perfetto identikit delle condizioni meteo, e della componente emotiva del singolo, che possono aprire la strada a tanti piccoli fastidi. Sia chiaro: non stiamo parlando dei veri e propri meteoropatici, per i quali i mutamenti delle condizioni meteorologiche possono scatenare vere e proprie patologie.
Questa condizione clinica, per fortuna, e’ estremamente rara e le persone che ne sono affette vanno sempre seguite dal medico.
Diversa è la situazione di chi “sente” il tempo e vede magari comparire un fastidioso cerchio alla testa, sente riacutizzarsi dolori articolari che sembravano scomparsi con le giornate di sole, si vede pervadere da un’ansia e da un mal’umore inspiegabili nelle ore che precedono l’avvento di una perturbazione.
I fastidi sono comuni soprattutto tra i bambini e gli anziani, ma possono interessare persone di ogni età. Per fortuna si tratta di sintomi passeggeri, che possono scomparire in poche ore e che possono essere efficacemente controllati con i farmaci di automedicazione. La speranza e’ che il clima metta giudizio regalandoci, prima del grande caldo estivo, belle giornate di primavera anche se, visti i trascorsi delle ultime settimane con improvvise ondate di caldo che si alternano a bruschi cali termici e pioggia, non c’è da essere eccessivamente speranzosi!

Con lo scirocco, ansia e mal di testa

Per tutti è il vento caldo che arriva dal mare e porta con sé le nuvole che poi coprono il sole. Per molti, però, è un elemento scatenante di ansia, irritazione mal di testa e sensazione di debolezza.
La “sindrome” da scirocco, di questo stiamo parlando, è la più classica a diffusa, alle nostre latitudini, e fa parte delle meteoropatie legate al vento. Il meccanismo attraverso cui si instaurano i fastidi sarebbe legato, in particolar modo, agli ioni positivi che il vento trascina con sé e che possono modificare la risposta di alcune cellule dell’organismo.
A rischio, oltre agli anziani, sono soprattutto le persone che hanno la tiroide che lavora troppo, cioè gli ipertiroidei.
Per il mal di testa, che assume le caratteristiche della classica cefalea con un dolore continuo anche se non troppo intenso, i farmaci di automedicazione possono risultare di grande aiuto per alleviare il fastidio.
L’automedicazione può infatti essere d’aiuto nei mal di testa occasionali, che possono avere tanti elementi scatenanti e concomitanti insieme al tempo “ballerino” e al vento come la stanchezza, un cattivo riposo, una giornata eccessiva di lavoro al pc, una alimentazione poco corretta, una scarsa idratazione o la presenza del ciclo mestruale solo per citarne alcuni.
I medicinali da banco ad azione antinfiammatoria e analgesica andrebbero assunti appena il problema di manifesta, per evitare che il fastidio aumenti.
L’importante è che vengano presi solo occasionalmente e che si faccia attenzione a rispettare quando indicato sul foglietto illustrativo. Se infatti la cefalea diventa un problema ricorrente e’ sempre buona regola parlarne con il proprio medico di fiducia per indagare le cause.

Le nuvole riaccendono il dolore

Per chi soffre di problemi articolari, ad esempio alle ginocchia, ai gomiti o lungo la schiena, le perturbazioni agiscono in anticipo.
Anche se può sembrare strano, infatti, molte persone hanno una sorta di “barometro interno” e sono in grado di percepire non solo l’abbassamento della pressione ma anche l’aumento dell’umidità. Di conseguenza, il loro organismo reagisce al cambiamento con la comparsa di piccoli dolori.
Ancora oggi la scienza non è in grado di spiegare completamente il meccanismo che conduce a questa situazione, anche perché, viceversa, ci sono persone che sentono riaccendersi i fastidi quando il sole torna a brillare nel cielo. Tra le teorie più in voga c’e’ quella che collega l’eccessiva umidità ad una sorta di impercettibile (ma poi, all’atto pratico, significativo in termini di dolore) mutamento dell’equilibrio dei liquidi all’interno delle articolazioni.
L’umidità in eccesso potrebbe influire su due elementi: da un lato aumenterebbe la presenza di liquidi nell’articolazione, dall’altro renderebbe più “voluminose” le fibre di collagene. In questo modo si potrebbe creare una sorta di “stimolo aggiuntivo” ai recettori del dolore presenti, con conseguente incremento della sensibilità e comparsa dei fastidi.
Anche in questa situazione i farmaci di automedicazione possono essere di grande aiuto. Visto che col tempo si può innescare, infatti, anche un meccanismo legato all’infiammazione, una risposta efficace nei dolori occasionali di breve durata può venire dai classici antinfiammatori non steroidei (Fans), che possono essere impiegati per uso topico (ad esempio sotto forma di gel, creme, pomate o cerotti) oppure per via generale, ovvero come compresse o bustine.
Utile può essere anche l’impiego di farmaci ad azione analgesica Va ricordato che i Fans per via generale andrebbero sempre assunti a stomaco pieno e dovrebbero essere evitati da chi soffre di patologie dello stomaco come gastrite e ulcera, da chi è in trattamento che farmaci che riducono la coagulazione, da chi soffre di insufficienza renale in fase avanzata.

Attenzione agli sbalzi termici

Vi siete mai chiesti perché le persone anziane tendono ad essere sempre più “coperte” e ad indossare il classico maglioncino anche quando il clima sembra caldo. Non è solamente perché hanno esperienza e sono previdenti. Il loro organismo, così come quello dei neonati, ha una particolare difficoltà ad adattarsi agli sbalzi termici e, quindi, anche una temperatura che cala di 2-3 gradi, come accade in queste giornate, può essere percepita come leggermente fredda.
Il perche’ del difficile l’adattamento termico sembra risiedere, soprattutto, nell’attività del nervo vago, che aumenta i propri effetti quando il tempo cambia. Risultato: il maglioncino è sempre gradito, anche perché gli sbalzi di temperatura (pensate solo al fresco di un centro commerciale con aria condizionata rispetto al caldo sole esterno che avremo tra poche settimane) possono aprire la porta alle classiche infezioni virali di stagione e alla comparsa di tosse, raffreddore, mal di gola.
A peggiorare la situazione contribuisce anche un altro elemento, ovvero l’inquinamento atmosferico delle grandi citta’ che, nelle giornate con aria particolarmente “ferma” e in assenza del benché minimo refolo di brezza può contribuire ad “asciugare” le mucose respiratorie facilitando l’attacco dei virus. I sintomi di questi quadri? Starnuti, mal di gola, magari qualche linea di febbre, debolezza e naso chiuso.
A soffrirne, sia chiaro, non sono solo gli anziani visto che il rischio dei virus è diffuso a tutte le età. Va però ricordato come questi malanni passeggeri dovuti a infezioni virali da rinovirus, coronavirus e adenovirus che circolano tutto l’anno e attaccano le mucose delle vie respiratorie, il trattamento sintomatico è l’unico indicato.
Almeno fin quando l’organismo non vince la sua guerra contro gli invisibili nemici.
Per evitare tuttavia di incorrere nei fastidi, sempre meglio, vestirsi a cipolla e portare sempre con se una sciarpa leggera per proteggere le alte vie respiratorie dagli sbalzi di temperatura.

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