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Star bene d’estate, per i più piccoli e non solo!

04 giugno 2018
Attività fisica Meglio se insieme a Fido

Suona l’ultima campanella. I bambini e i giovani salutano la scuola, a meno che non abbiano qualche giorno di studio in più per gli esami.
Anche negli uffici, nonostante il lavoro continui, si comincia a respirare aria d’estate.
Ma è soprattutto quando si esce fuori, in strada, che si respira (o meglio non si respira!) il caldo afoso.
Per chi è in città, oltre alla calura e al clima umido, si presentano però anche altri fattori che possono disturbare la salute. Insomma, mentre i bimbi vanno in vacanza e i grandi si preparano per la tanto agognate ferie, bisogna sempre gettare un occhio al benessere. In questo periodo, infatti, si rischia di trovarsi esposti ad una serie di piccoli problemi di salute legati al clima, sia direttamente, come accade per le vie respiratorie soprattutto se si fanno spesso “salti” termici da ambienti climatizzati a condizioni esterne con temperature “bollenti”, sia indirettamente, perché anche gli alimenti possono nascondere insidie se non ben conservati.
Per fortuna si tratta frequentemente di disturbi passeggeri che possono essere affrontati e risolti con l’impiego responsabile di farmaci di automedicazione. Ma la prevenzione è fondamentale. Volete sapere quali sono i nemici di stagione e come difendervi? Ecco alcuni consigli.

Mai far mancare l’acqua

Ricordate sempre che il corpo umano è fatto in gran parte d’acqua e che con il sudore si possono perdere grandi quantità di liquidi. Per questo, soprattutto in questo periodo, è importante cercare di assumere ogni giorno almeno due litri di acqua sotto qualsiasi forma. Cosa significa? Vuol dire che anche gli alimenti possono essere ricchi di acqua e che quelli particolarmente “liquidi” come frutta e verdura, vanno sempre privilegiati. E poi, bevete anche se non avete una sete particolarmente intensa. A volte, infatti, una scarsa idratazione può dar luogo a sintomi come secchezza della bocca, stanchezza, leggero mal di testa, minor capacità di mantenere la concentrazione. E’ quindi fondamentale giocare d’anticipo. Questo vale per i grandi ma anche per i più piccoli per i quali la possibile carenza di idratazione può diventare estremamente temibile per la salute. La Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) ha voluto sottolineare che per i bambini ci vogliono almeno otto bicchieri d’acqua al giorno. Ovviamente, poi, è sempre utile ricordare che per provare a sudare meno conviene evitare di muoversi nelle ore di massima insolazione, vestire con indumenti freschi che lascino traspirare la pelle (vanno benissimo le magliette o le camicie di cotone) e bere più del solito per compensare le perdite di liquidi. Inoltre, specie se l’umidità ambientale è molto elevata, evitate gli sforzi specie se intensi. Infatti, la sensazione di calore è peggiorata dall’umidità  che tende a farci sudare di più.

Occhio al mal di pancia dei bimbi!

Il “mal di pancia”, accompagnato spesso da diarrea e a volte da nausea e vomito è il sintomo più frequente nei bambini in estate. L’aumento della temperatura tipico della stagione estiva facilita, infatti, la crescita, lo sviluppo e la diffusione di virus in grado di causare una gastroenterite. Questa infezione si diffonde nello stomaco e nell’intestino.
Ne sono responsabili per lo più virus come rotavirus, adenovirus, virus coxsackie, virus Echo. Si tratta di invisibili “nemici”, capaci di provocare sintomi diversi. Dal forte mal di pancia alla diarrea, dalla febbre fino a disturbi respiratori come tosse e mal di gola. Questo tipo di “doppia azione” anche su bronchi e gola non è però tipica di tutti questi virus enterici, perché si verifica più comunemente dopo infezioni da virus coxsackie  ed Echo. In comune, tutti questi ceppi virali, hanno però altri elementi.
Prima di tutto, il tempo di incubazione è relativamente breve. I sintomi prendono, infatti, il via entro cinque - sette  giorni dal momento del primo contagio. E soprattutto, vista l’estrema diffusibilità di questi agenti patogeni, molti dei quali passano da un individuo all’altro attraverso il semplice contatto interumano, il virus  tende a diffondersi a grande velocità tra tutti coloro che sono in rapporto con chi sta sviluppando l’infezione. In genere, tutto passa entro pochi giorni.
I farmaci di automedicazione contro la diarrea e il vomito,  da scegliere comunque  in base al tipo di disturbo predominante, seguendo i consigli del medico e del pediatra in caso di dubbi, sono comunque utili per alleviare i sintomi. Al loro fianco ci sono le immancabili regole da non dimenticare mai.
L’alimentazione, che può riprendere tranquillamente dopo le prime sei-otto ore dall’inizio dei sintomi, dovrebbe prevedere per i bimbi qualche giorno di dieta con riso e patate bolliti e limone in caso di diarrea, per evitare di affaticare l’intestino.  Ma senza forzare, e soprattutto senza preoccuparsi troppo se il bimbo non ha fame per 1-2 giorni e se diventa necessario saltare un pasto.
Fondamentale è, invece, bere, assicurando un sufficiente apporto di liquidi, anche per evitare un eccesso di disidratazione, peggiorata, come dicevamo, dal caldo. Succhi di frutta, spremute e tè freddo zuccherato vanno benissimo per far fronte ai virus estivi dando all’organismo liquidi e un po’ di nutrimento se il virus genera inappetenza.
Se compare la febbre e super i 38,5°, infine, il classico antipiretico è molto utili per ridurre la reazione di risposta del corpo all’invasione virale.

Attenzione agli sbalzi termici

Mal di gola, tosse, qualche linea di febbre. Sono questi i sintomi della classica “epidemia fuori stagione” che colpisce soprattutto i bambini, anche nelle giornate estive. Ma come, pensano in molti, proprio ora che fa caldo ricompaiono i virus che normalmente disturbano in inverno?!?
Fatta salva l’eccezione del virus influenzale, che si conferma stagionale per eccellenza, in effetti ci sono molti altri responsabili di raffreddori, faringiti e altri problemi passeggeri delle vie respiratorie che ricompaiono proprio in questi giorni. Tra le possibile cause che rendono più facile “l’attacco” da parte dei virus alle mucose dell’apparato respiratorio ci sono sicuramente gli sbalzi di temperatura, a volte legati all’uso improprio dei condizionatori d’aria.
Le cavità del naso sono, infatti, tra le parti del corpo che si “raffreddano” di più e quindi i virus, che si riproducono al meglio intorno ai 33 gradi nell’organismo, possono scatenare i fastidi. I rinovirus, in particolare, tendono a proliferare quando la temperatura corporea si abbassa, ed è proprio questo che succede quando passiamo rapidamente dal caldo al freddo. In queste condizioni si assiste ad una rapida evaporazione del sudore, che può ridurre di colpo la temperatura corporea. I bambini sono particolarmente esposti a queste situazioni.
A rischio sono in particolare i piccoli allergici, più o meno quattro bambini su dieci, visto che le infezioni da rinovirus rappresentano la causa più frequente di riacutizzazioni. Insomma: nei piccoli che soffrono di rinite allergica e asma, oltre ai fastidi legati a tosse e mal di gola, si possono presentare vere e proprie crisi respiratorie.

Se per trattare i fastidi i farmaci di automedicazione sono estremamente utili (non servono gli antibiotici, visto che le infezioni sono legate ai virus, a meno che non li prescriva il medico per evitare, valutato 8il quadro clinico specifico sovra infezioni batteriche), la prevenzione è fondamentale. Ed è anche semplice: basta evitare di spostare troppo in basso la quota termica desiderata.

Gli esperti consigliano di non andare mai sotto i 20 gradi quando si utilizzano i condizionatori, per goderne al massimo gli effetti. Altrettanto importante è mantenere ben puliti i filtri dei condizionatori, per evitare che elementi in grado di dare allergie, come per esempio muffe, vengano introdotti nell’ambiente.

Consigli pratici

  1. Non tenete una temperatura troppo bassa in casa e in ufficio. Si consiglia di porre il condizionatore a cinque gradi in meno rispetto all’esterno e, comunque, mai sotto i 20° C.
  2. Se i bambini arrivano da un pomeriggio di giochi al parco, caso mai accaldati e sudati, cambiateli subito una volta a casa, per evitare che, in caso di calo repentino della temperatura, ci sia l’evaporazione rapida del sudore che favorisce l’attacco di virus
  3. Indossate e fate indossare ai bambini indumenti di cotone per far traspirare la e assorbire il sudore
  4. Evitate e tenete i piccoli a distanza dalle fonti di aria fresca, anche in caso di temperature esterne elevate. Il contatto diretto con il condizionatore è sconsigliato. Sempre meglio proteggere con una sciarpa leggera naso e gola, se non si può evitare il getto diretto d’aria.
  5. Pulite regolarmente i filtri del condizionatore, anche nell’auto. Si riduce così il rischio di allergie e fastidi scatenati da muffe, funghi e altro “sparati” nell’abitacolo.

Se il pic-nic diventa un nemico….

L’estate, e con essa il clima caldo, nascondono anche qualche insidia per l’organismo, legata all’azione del calore sulla conservazione degli alimenti.
Per questo bisogna prestare attenzione al rischio di contaminazione batterica dei cibi, visto che le elevate temperature aumentano il rischio che i batteri si riproducano in grande quantità al loro interno. Se non si fa attenzione, quindi, una volta che gli alimenti sono stati tolti dal frigorifero, c’è il pericolo che, esposti al calore esterno, questi diventino veri e propri “ricettacoli” di batteri in sviluppo.
La proliferazione batterica, fenomeno naturale, viene generalmente arrestata dalle basse temperature del frigorifero, sufficienti a controllare la crescita dei germi, ma non a distruggerli completamente. Per cui, quando la temperatura degli alimenti aumenta, come quando li togliamo dal frigorifero, lo sviluppo dei batteri può ripartire.

L’esempio più classico di questo genere di pericoli è dato dalla salmonellosi, che  può portare a gravi forme di diarrea con mal  di pancia e febbre che necessitano l’intervento del medico.

Gli alimenti che più facilmente possono trasmettere i germi sono quasi sempre a base di uova, come creme, gelati, salse.

Più in generale, se le uova non vengono sottoposta a una cottura adeguata – gli esperti consigliano almeno 7 minuti se bollite e cinque se in camicia –  nel cibo preparato possono rimanere batteri che, grazie al clima caldo dell’estate, si replicano con estrema rapidità, soprattutto se gli alimenti non sono conservati in frigorifero. Quello della salmonellosi è comunque solo un esempio, sicuramente uno dei peggiori, ma sono davvero tanti i potenziali responsabili “invisibili” di mal di pancia, diarrea e qualche linea di febbre.

E allora, soprattutto per chi ha in programma un week-end con annesso pic-nic ecco qualche semplice consiglio da seguire.

Se avete in mente di portarvi dietro qualche panino  o un’insalata per rinfrescarvi durante la gita ricordate che dovreste preparare i “manicaretti” la sera prima o comunque al mattino presto, appena alzati quando tra il pane e nell’insalata pensate di inserire anche alimenti cotti. Il motivo? Semplice. Prima di essere inseriti nella borsa termica i cibi vanno raffreddati a fondo, per evitare che “entrino” nel contenitore ancora caldi.
Il tepore che viene mantenuto all’interno del contenitore può far sviluppare una grande quantità di batteri, visto che il caldo è l’elemento che più ne favorisce lo sviluppo. Se volete consumare qualche alimento fresco, o magari bere qualche bibita che non sia a temperatura ambiente, ricordate di mettere nella  borsa termica le mattonelle di ghiaccio “portatile” che dovrebbe assicurarvi una temperatura interna vicina ai 4 gradi per un certo periodo.
Ma anche questo rimedio non è sufficiente a raffreddare i cibi che sono stati inseriti nella sacca caldi, quindi non dimenticate la regola precedente. Ovviamente la borsa va svuotata non appena si giunge alla meta della passeggiata, sia essa un pianoro in alta montagna oppure una spiaggia assolata e il cibo andrebbe consumato in poco tempo e certamente non va lasciato sotto il sole.
Prima di mangiare, soprattutto, se si tratta di alimenti a base di uova come creme o maionese, assicuratevi che i cibi siano ancora freschi.

E a tutti, buon pic-nic!

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