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“Skinny” sì, ma con giudizio. Per proteggere le vene e combattere le gambe gonfie

18 giugno 2018
Skinny sì, ma con giudizio. Per proteggere le vene e combattere le gambe gonfie

Difficile resistere alla moda. Ma non dimenticate che in questa stagione, con il caldo che avanza, bisogna avere rispetto per le vene delle gambe che sono messe a dura prova. Il rischio è quello di veder peggiorare sintomi legati alle varici, come il gonfiore delle caviglia, il senso di pesantezza alle gambe e soprattutto il peggioramento degli antiestetici “cordoni” blu che colorano le gambe, proprio quando si ha più voglia di metterle in mostra.
E allora, tornando alla moda, per le donne che soffrono di gambe gonfie e insufficienza venosa  occorre fare attenzione agli indumenti eccessivamente stretti e aderenti che possono favorire la stasi sanguinea degli arti inferiori. 
O almeno … se proprio non si vuole rinunciare al proprio stile nel vestire sarebbe meglio usare il buon senso e indossare pantaloni, jeans o altri indumenti stretti e fascianti per poche ore al giorno, alternando con ben più comode tute o lasciando le gambe libera da costrizioni.
Ostacolare la corretta circolazione delle gambe, fasciandole e stringendole in un materiale molto rigido come il jeans, è infatti controproducente per chi soffre di gonfiori e capillari fragili. Il rischio, infatti, non è solamente quello di veder peggiorare i sintomi dell’insufficienza venosa ma si rischia di veder aumentare la cellulite intorno all’inguine, sulle cosce e sui glutei.
Per questo gli esperti consigliano di puntare su indumenti morbidi, di stoffe naturali e non troppo avvolgenti.

Quello degli indumenti, comunque, è solo uno degli aspetti da controllare per chi ha problemi di circolazione che con il caldo tendono ad accentuarsi. Questa condizione è scritta nella natura stessa della circolazione sanguigna, visto che il calore tende a peggiorare la salute delle vene che con il caldo e la dilatazione che ne consegue, non riescono a lavorare correttamente.
Col tempo questa sofferenza venosa, che all’inizio provoca soprattutto prurito e gonfiore alle caviglie, induce la formazione degli antiestetici cordoni blu lungo i polpacci e le cosce che interessa appunto le vene varicose. Questa condizione è in qualche modo legate alla posizione eretta dell’essere umano.
Le vene, infatti,  hanno il compito di far ritornare il sangue al cuore e non hanno uno strato muscolare molto sviluppato. Quindi, se all’interno di una vena il sangue è in quantità superiore al normale o comunque scorre ad una velocità più lenta (c.d. stasi), la parete venosa tende a rilasciarsi e cedere e, di conseguenza, la vena si dilata.
L’organismo tende, soprattutto all’inizio a reagisce a questa condizione, facendo contrarre i muscoli che si trovano intorno alla vena indebolita,  e facilitando così la “spinta” verso l’alto del sangue. Qualcosa di simile accade normalmente nei polpacci quando si cammina, ed è per questo che l’attività fisica rappresenta un valido elemento protettivo nei confronti delle vene varicose.

Per contrastare i sintomi dell’insufficienza venosa i farmaci di automedicazione a base di eparinoidi e  sostanze protettrici dei capillari, da applicare localmente o da assumere per via orale, sono estremamente utili perché riducono il gonfiore agendo sulla circolazione, in particolare sui capillari venosi, proteggendoli e rendendoli maggiormente elastici.
Molto importanti possono essere le calze a compressione variata che consentono di praticare l’elasto-compressione facilitando la risalita del sangue verso l’alto senza affaticare le vene. Per il resto, per contrastare l’insufficienza venosa è fondamentale una dieta ipocalorica se si è in sovrappeso, che va associata ad una regolare attività fisica per favorire il consumo di energia.
Ciclismo e nuoto (la stagione è quella giusta) sono invece gli sport più consigliati perché aumentano l’efficacia della muscolatura del polpaccio, che ha il compito di spingere verso l’alto il sangue attraverso le vene. Inoltre nell’acqua diminuisce la pressione ambientale in cui si muovono le gambe, con effettivo miglioramento della situazione circolatoria. Importante è poi evitare di mantenere le gambe a lungo nella stessa posizione. La mancanza di movimento e di contrazione muscolare dei polpacci tende a “sottoporre” al peso della forza di gravità, oltre che del corpo, le valvole delle vene. A tavola la dieta deve essere ricca di frutta e verdura, che contengono vitamina C in grado di aiutare la parete dei vasi a rimanere più “robusta” e non cedere.
Da preferire sono i peperoni e, tra la frutta, fragole, mirtilli e altri prodotti del sottobosco ricchi di composti (bioflavonoidi) in grado di “rinforzare” la parete dei vasi sanguigni. Importante è anche ridurre il consumo di sale, visto che questo tende a far trattenere liquidi all’interno dei vasi, aumentando lo “sforzo” delle pareti venose e facilitando la perdita di piccole quantità di liquidi attraverso i capillari, da cui origina il gonfiore delle caviglie.

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