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Esiste un momento “giusto” per smettere di fumare?

09 agosto 2018
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Prima di tutto c’è la convinzione. Occorre aver realizzato che fumare fa male, e non solo ai polmoni, ai bronchi, al cuore e alle arterie. Il fumo può favorire ad esempio l’invecchiamento della pelle tanto che, per i fumatori di lungo corso che in queste giornate hanno deciso di andare in spiaggia o di esporsi al sole (opportunatamente protetto) in alta montagna, il “passaggio” delle sigarette sull’organismo si mostra visivamente in tutto il suo impatto.

Ma quando è il momento più indicato per dire addio alle sigarette?

Per le donne, forse, la risposta esiste. Ed esula dalla predisposizione d’animo e dal momento dell’anno, pure se in estate, quando si è in vacanza, dimenticare le sigarette può risultare più semplice visto che non ci sono lo stress e la tensione della vita d’ogni giorno. Esisterebbero infatti particolari fasi dei normali cicli ormonali femminili in cui la difficoltà di abbandonare le sigarette potrebbe risultare meno significativa.
Se non ci credete, provate a rileggere i risultati di un’originale ricerca condotta all’Università della Pennsylvania e pubblicata sulla rivista scientifica Biology of Sex Differences. Secondo gli studiosi d’oltre Oceano puntare l’attenzione sulle fisiologiche oscillazioni degli ormoni che contraddistinguono la vita fertile della donna potrebbe essere una chiave molto importante per svelare se il tentativo di disassuefazione dal fumo avrà o meno successo.

Il motivo? Dire addio alla nicotina, in certe fasi, sarebbe più semplice. La teoria si basa su un presupposto: nella fase che precede l’ovulazione è più facile risultare sensibili agli stimoli della dipendenza. Quando il rapporto tra progesterone ed estrogeni è particolarmente basso per l’aumento dei primi, infatti, sarebbe meglio evitare di lasciare il fumo perché la disassuefazione sarebbe più difficile.

Invece dire addio alle “bionde” sarebbe più semplice se i buoni propositi si concretizzano prima del ciclo mestruale, quando i flussi ormonali sarebbero più propizi. La dipendenza da nicotina, peraltro, il motore che spinge, si sa, ad accendere sempre “l’ultima sigaretta”… che a volte tale non diventa.
E per questo i farmaci di automedicazione ad azione disassuefante  – sia per lui che per lei – possono essere davvero di grande aiuto. In farmacia si possono trovare forme farmaceutiche diverse, dalle pastiglie ai chewing-gum per arrivare fino ai cerotti.
I dosaggi e i tempi d’azione sono diversi, per cui il trattamento può essere sempre seguito con tranquillità caso per caso. Il punto di partenza però non cambia: per smettere di fumare occorre forza di volontà, quella forza che viene da una scelta ponderata e chiara.

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