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Che pancia gonfia dopo il gelato!

20 agosto 2018
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Rinunciare al gelato in estate è impresa impossibile: multicolore, cremoso e ricco di proteine e zuccheri al punto da sostituire un pasto. Perfetto come pretesto per uscire in compagnia e capace comunque di regalare il buon umore, il gelato è l’alimento principe dell’estate, in grado di mettere d’accordo grandi e piccini.

Tuttavia, può capitare che il cono o la coppetta possano diventare un peso per il nostro apparato digerente con la comparsa di piccoli fastidi in grado di farci sentire a disagio. I sintomi più comuni - meteorismo e una sgradevole sensazione di gonfiore all’addome  a volte accompagnata da un dolore diffuso, non intenso ma comunque in grado di disturbare chi ne soffre - sono spesso legati a forme parziali e non particolarmente gravi di intolleranza al lattosio, lo zucchero naturale che si trova nel latte e nei latticini.

Essere intolleranti al lattosio significa in pratica non riuscire a digerire, del tutto o in parte, il lattosio. La produzione della lattasi, l’enzima che governa la capacità di digerire il lattosio, raggiunge il suo apice alla nascita, in preparazione dell’allattamento materno, e si riduce dopo lo svezzamento in funzione dell’ampliamento dell’alimentazione. Può quindi capitare, crescendo, di avere una produzione di lattasi insufficiente ad una corretta e completa digestione del lattosio.

Sia chiaro: soprattutto nelle forme più intense di intolleranza è necessario arrivare ad una diagnosi corretta, che si ottiene attraverso un particolare esame chiamato “Breath Test”, letteralmente test del respiro. Il controllo prevede la somministrazione di una soluzione con una dose nota di lattosio e la valutazione su un apparecchio della produzione di idrogeno da parte dei batteri dell’intestino.

Sia o meno legato ad un deficit, seppur minimo, di lattasi, il “fastidio” da gelato va comunque affrontato. I farmaci di automedicazione,  in grado di controllare al meglio il meteorismo e ridurre la sensazione di gonfiore e dolore addominale possono essere di grande aiuto per gestire i sintomi. Importante è però capire se davvero i fastidi sono da correlare al lattosio.

Se così dovesse essere, senza rinunciare al gusto del gelato, puntare, in alternativa, su quei gusti che vengono preparati senza latte o derivati. Capita ad esempio con i gusti di frutta (attenzione però all’inganno che può celarsi dietro al gelato a cocco e banana) e con i sorbetti. Ma prima di “accusare” il gelato ricordate che molto dipende anche dalle modalità di assunzione.

La cosa più importante è evitare rapide abbuffate: per chi soffre di colon irritabile (quella che un tempo si chiamava colite), c’è il rischio che la pancia inizi a borbottare e ci sia il bisogno di correre in bagno. Il freddo stimola un particolare riflesso (si chiama gastrocolico), che favorisce i movimenti dell’intestino. Tuttavia, basta gustare coni e coppette senza troppa fretta, per evitare problemi.

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