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Che dolore la tallonite!

08 novembre 2018
Che dolore la tallonite
Il dolore comincia spesso la mattina e si localizza alla base del piede, nella sua parte posteriore. A volte costringe addirittura a fermarsi e, comunque limita, le possibilità di fare sport e di muoversi regolarmente. Visto che il fastidio si concentra soprattutto al tallone si parla impropriamente di tallonite, ma il termine scientifico che contraddistingue questa situazione è fascite plantare. Secondo l’Accademia Americana di Chirurgia Ortopedica (American Academy of Orthopedic Surgeons) questa condizione sarebbe la principale causa di dolore nella parte posteriore del piede. Il meccanismo che la determina è legato all’infiammazione: in pratica, infatti, si infiamma la fascia che, sotto il profilo anatomico, ha lo scopo di mantenere la normale curvatura del piede. Nella maggior parte dei casi l’infiammazione non ha una causa ben precisa, ma può essere determinata da caratteristiche “strutturali” o da errori posturali e carichi eccessivi. Chi ha un arco plantare particolarmente pronunciato, chi è in sovrappeso e chi chiede troppo all’organismo in termini di attività fisica, magari, come nel caso dello jogging, praticata senza le calzature adeguate, corre maggiori rischi di andare incontro al dolore derivante dalla fascite plantare. Il trattamento di questo problema, che va affrontato con attenzione, deve partire dal riposo. Questo non significa bloccarsi a letto ma, dovendo fare i conti con il dolore, occorre comportarsi con cautela per non sovraccaricare troppo la fascia plantare. Il consiglio in questo caso è particolarmente valido per chi fa sport, anche a livello amatoriale. E’ fondamentale sospendere l’attività e, per limitare i possibili fastidi, bisogna anche fare attenzione a non rimanere a lungo in piedi “caricando” sul piede. Per combattere l’infiammazione si può fare ricorso, almeno nelle forme meno gravi che non richiedono le indicazioni del medico (a cui bisogna rivolgersi se la situazione non migliora dopo qualche giorno), ai farmaci di automedicazione e in particolare agli antinfiammatori non steroidei, che, oltre ad agire sull’infiammazione hanno anche un’efficace azione di controllo del dolore. Anche l’applicazione locale di ghiaccio può giocare un ruolo importante in questo senso. Per il resto alcuni semplici esercizi di rilassamento dei muscoli che si trovano in prossimità del calcagno possono essere d’aiuto nella fase di riabilitazione. Senza dimenticare che per chi fa sport le calzature ottimali e la corretta posizione durante lo sforzo, con il rispetto dell’anatomia della pianta e dell’arco del piede sono fondamentali in chiave preventiva e per ridurre il rischio di “ricadute”.

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