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Quando la psiche (e non solo) ha bisogno delle vacanze…

10 dicembre 2018
Quando la psiche e non solo ha bisogno delle vacanze
Soprattutto per chi lavora, questo periodo dell’anno può essere particolarmente faticoso. Si avvicina la pausa natalizia e pochi giorni d’attesa appaiono come un ostacolo difficile da superare: alle scadenze lavorative si aggiungono i preparativi per le imminenti Festività e lo stress può favorire la comparsa di leggeri disturbi come affaticamento, insonnia  e cattivo riposo, bruciori allo stomaco, intestino che perde la sua regolarità, mal di testa. Oltre a fare attenzione all’alimentazione e al ricorso occasionale di farmaci di automedicazione per risolvere sintomi passeggeri come l’acidità, la stitichezza o un fastidioso cerchio alla testa forse è giunto il momento di verificare il proprio rapporto con il lavoro.
Esagerare non fa bene, soprattutto se il fisico non è perfettamente in forma. A dirlo sono diverse ricerche che portano tutte ad un’unica conclusione: attenzione allo stress da lavoro, considerando anche la propria età. Uno studio  qualitativo condotto su 6.500 persone all’Università di Melbourne, ad esempio,  afferma che l’ideale sarebbe non superare le 25 ore la settimana dopo i quarant’anni. Sembrano davvero poche ore ma gli studiosi evidenziano come con il passare del tempo l’eccessivo impegno lavorativo ha effetti negativi sulla memoria e sulle abilità percettive con effetti anche sulla produttività. Dall’indagine, basata su rilevazioni soggettive, emerge  infatti che la difficoltà a concentrarsi a lungo è il problema maggiore per le persone intervistate.
Particolare attenzione, sempre secondo la scienza, andrebbe prestata ai momenti di intenso stress lavorativo che conducono ad un aumento dei rischi per la salute del cuore. A segnalarlo è una ricerca dell’University College di Londra, che ha preso in esame poco meno di 90.000 persone di entrambi i sessi, monitorando nel tempo la situazione cardiaca in rapporto agli orari di lavoro. Chi esagera con gli straordinari, al punto da superare le 55 ore settimanali, avrebbe un rischio elevato di vedere il sistema di controllo dei battiti cardiaci alterarsi, aprendo quindi la strada ad aritmie come la fibrillazione atriale, la più diffusa forma aritmica.
In attesa di qualche giorno di riposo, quindi, appare di fondamentale importanza cercare di gestire lo stress tipico della fine dell’anno definendo la priorità delle cose da fare senza tralasciare l’alimentazione - i pasti dovrebbero essere leggeri e soprattutto consumati in un tempo consono, evitando il classico panino ipercalorico, ingurgitato in tutta fretta -  e la regolare attività fisica  che, oltre ad aiutare a mantenersi in forma è un aiuto importante per scaricare le tensioni.

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