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Mal di testa all’atterraggio? La scienza spiega perché!

14 gennaio 2019
Mal di testa all atterraggio la scienza spiega perche
Per qualcuno, costretto a prendere l’aereo per lavoro o per svago, è quasi una maledizione. Il dolore compare di colpo, quasi pulsante, e non assume le caratteristiche del classico “mal di testa” ma piuttosto diventa una specie di morsa che circonda il capo. Si localizza soprattutto nella zona degli occhi, che qualche volta iniziano anche a lacrimare, per poi diffondersi alla fronte e propagarsi alle tempie. Si tratta di un fastidio che compare quando voliamo, in modo apparentemente inspiegabile.
Si tratta, in realtà, di un fastidio non poi così raro e che ha determinate cause scatenanti. Non a caso, sappiate che per chi è particolarmente sensibile a questa forma di cefalea legata proprio al viaggio aereo la fase più critica è sicuramente quella dell’atterraggio, con il fastidio che si manifesta con l’iniziare della discesa. Il meccanismo che dà origine al dolore sarebbe correlato ad un gioco di pressione: il problema, infatti, si svilupperebbe, stando alle teorie più recenti, quando la pressione dell’ambiente è notevolmente diversa da quella che si ha all’interno delle cavità che si trovano vicino al naso, i cosiddetti “seni” ossei. A offrire tutte queste informazioni è una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Cephalalgia, condotta in Italia su duecento persone che hanno dovuto affrontare questa forma di cefalea. In termini generali, secondo lo studio, più di nove persone su dieci riferiscono gli accessi di dolore quando inizia la discesa, con la progressiva perdita di quota dell’aereo.
Più raramente, i fastidi compaiono durante la salita o nella fase di crociera. Ad essere più “rischiose”, infatti, sarebbero soprattutto le discese eccessivamente rapide che rendono più probabili i mutamenti pressori. Il dolore in genere non supera i 20-30 minuti e tende a risolversi, anche se apparentemente pare che la testa “scoppi”: ma ci sono casi in cui la cefalea si mantiene anche per ore, sia pure se in forma molto più leggera.
Secondo gli esperti, in ogni caso, i farmaci di automedicazione ad azione antalgica e analgesica possono rivelarsi estremamente utili per affrontare anche questa forma curiosa di cefalea che può colpire quando si vola. Nelle forme più gravi, invece, è lo specialista che può riflettere su eventuali soluzioni che possono avere un effetto preventivo, limitando i rischi che gli sbalzi di pressione tra aereo e cavità nasali mettano in difficoltà che viaggia.

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