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Aiuto, ho le “bolle” ai piedi!

21 febbraio 2019
Aiuto ho le bolle ai piedi
Con il freddo, “liberare” i piedi dal calore delle calze e delle scarpe non è affatto un piacere. Tuttavia, se chiusi e compressi a lungo, i piedi possono soffrire. Ancor di più in situazioni particolari, quando diventa davvero più difficile proteggerli per preservare gli strati superficiali dell’epidermide. Questo può accadere quando, ad esempio, si indossano gli scarponi da sci o altre calzature rigide, e magari si cammina o ci si trova a fare movimenti che possono in qualche modo favorire la comparsa di lesioni cutanee, in particolare nella parte posteriore della caviglia o in corrispondenza dei malleoli, i piccoli “spunzoni” di osso che emergono all’interno e all’esterno della zona alta del piede. Risultato: la pelle soffre e compaiono le vesciche, tanto dolorose quanto difficili da risolvere. Queste lesioni rappresentano uno dei primi segnali di disagio che ci danno le nostre estremità quando le comprimiamo indossando calzature  scomode o magari non adatte alla forma dei nostri piedi, al nostro modo di camminare o ad una specifica attività fisica. Si tratta di rigonfiamenti translucidi della pelle al cui interno si intravede la presenza di un liquido trasparente.  Non accorgersi della loro presenza è impossibile perché sono accompagnate da un dolore pungente causato dallo stato acuto di infiammazione del tessuto. Meno facile è, invece, accorgersi della loro formazione: bastano solo pochi  minuti in cui la pelle viene sottoposta a un eccessivo sfregamento con una calza troppo ruvida o una scarpa poco conformata al piede perché scatti il meccanismo infiammatorio che, come avviene ad esempio per la febbre, nasce dalla necessità per il corpo di preservarsi. Le vesciche, infatti, si formano proprio per una reazione di autodifesa: le pelle si irrita, si arrossa e si infiamma a livello dello strato corneo affinché non si rompano i legami che tengono compattate le cellule.
Da qui l’origine del dolore e l’accumulo del liquido interstiziale (la bolla piena d'acqua) che funziona come un provvidenziale cuscinetto morbido che diminuisce l’impatto della frizione.  Se ci si accorge in ritardo della presenza di una vescica o si procede a camminare ignorando il dolore, la bolla di liquido si può riempire anche di sangue a causa della rottura dei piccoli capillari al di sotto dello strato corneo. I farmaci di automedicazione, sotto forma di trattamenti locali protettivi e ad azione antisettica e antinfiammatoria, sono ovviamente fondamentali per proteggere la pelle e preservarla dal rischio di infezioni, oltre che contrastare il dolore e l’infiammazione. Ma l’importante è puntare sulla prevenzione, che passa attraverso la scelta di calzature morbide, di misura con il proprio piede e adatte, nel caso si pratichi dello sport, all’attività fisica specifica. Altrettanto importante è fare attenzione all’igiene del piede, curando di asciugare bene la pelle prima di indossare calze o scarpe per evitare possibili processi di macerazione che possono favorire la sofferenza dell’epidermide. In tal modo si riduce il rischio che si formino infezioni fungine, le cosiddette micosi, spesso causa di ulteriori problemi per l’epidermide.

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