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Troppo inquinamento, cervello in tilt

20 marzo 2019
Troppo inquinamento cervello in tilt
La stagione fredda, per fortuna, ci sta abbandonando. E iniziamo a passare più tempo all’aria aperta. Tuttavia,  lo smog, figlio anche del traffico e della necessità di mantenere ancora riscaldate le abitazioni e gli uffici, resta un fattore potenzialmente negativo per la nostra salute. Per questo, specie quando i valori degli inquinanti superano i livelli massimi ammessi, può capitare di andare incontro fenomeni irritativi delle vie respiratorie in grado di procurarci tosse, raucedine, mal di gola e altri fastidi simili. Questi sintomi non vanno sottovalutati anche se si tratta di disturbi lievi e di breve durata: non va dimenticato che quando l’ambiente è particolarmente inquinato nel tempo il corpo soffre. Addirittura i problemi non si limiterebbero all’apparato respiratorio, ma potrebbe interessare anche il sistema nervoso. Secondo alcuni studi recenti l’eccesso di smog può creare problemi al cervello. Secondo gli esperti, infatti, i dati di alcuni studi mostrano come l’aria inquinata avrebbe un influsso negativo sulle prestazioni cerebrali tanto da fare ipotizzare anche un’azione di accelerazione sulla degenerazione nervosa. Addirittura una grande ricerca condotta su circa 25.000 persone in Cina ha evidenziato che i livelli di esposizione all’inquinamento atmosferico sono correlati alle maggiori o minori capacità nel rispondere correttamente a test matematici e di linguaggio. In pratica, più cresce l’inquinamento tanto meno il cervello è in grado di comprendere e immagazzinare nozioni. Il motivo di questo rapporto non è chiaro ma pare entri in gioco il processo infiammatorio  delle cellule immunitarie presenti nei polmoni che, a loro volta, innescano una reazione infiammatoria generalizzata. I danni sono evidenti perfino se si è esposti allo smog durante il periodo fetale: una recente ricerca su oltre 700 bambini olandesi ha verificato che anche livelli di inquinamento inferiori alle soglie stabilite dall’Ue possono comportare alterazioni nello sviluppo del cervello dei bimbi. La corteccia cerebrale risulta più sottile e questo sarebbe correlato a una maggiore impulsività e quindi a un maggior rischio di problemi come il disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività. Insomma, se possibile cerchiamo di non esporci a troppi rischi. Se l’inquinamento sale, puntiamo a rimanere protetti sfruttando per le passeggiate le ore della mattina, dopo la “pulizia” notturna, evitando di fare sport all’aria aperta nelle ore di punta, specie se si vive nelle grandi città. Quando possibile puntiamo sulle classiche gite fuori porta nel verde, ancor più con l’avvicinarsi della bella stagione.

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