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Aiuto, com’è instabile la mia articolazione!

28 marzo 2019
Aiuto come e instabile la mia articolazione
Muoversi è fondamentale. Fare attività fisica rappresenta uno strumento basilare per mantenersi in forma e conservare il benessere. Attenzione però ai piccoli traumi, dalle leggere distorsioni fino i veri e propri dolori articolari, che possono essere affrontati con successo con rimedi “storici” come la borsa del ghiaccio” e il riposo e che trovano degli alleati preziosi  nei farmaci di automedicazione, siano essi da somministrare localmente sia per via generale, utilissimi per alleviare i sintomi legati all’infiammazione e al dolore. Per evitare incidenti e danni è sempre importante avere un corretto approccio all’attività fisica. Innanzitutto bisogna, limitatamente alle caratteristiche di ognuno, scegliere l’abbigliamento corretto, a partire dalle scarpe e fare l’opportuno riscaldamento. Mai strafare e ricordarsi poi di eseguire, al termine degli esercizi di stretching e defaticamento, tanto più se l’attività fisica è stata intensa o prolungata.  Inoltre, soprattutto, quando si parla di articolazioni, bisogna sempre tenere presente che l’organismo può presentare dei punti di “sofferenza” che possono creare dei problemi a chi fa regolarmente attività fisica. Infatti, uno dei limiti più frequenti per gli sportivi è proprio l’instabilità articolare, ovvero la tendenza delle articolazioni a non sopportare adeguatamente gli sforzi e le sollecitazioni derivanti dallo sport. Così le articolazioni “ballerine” diventano una minaccia per chi vuole tenersi in forma  poiché possono essere la causa di infortuni. 
Ma come nasce questa debolezza delle articolazioni? 
In genere, nel tempo e “con l’usura” si crea, specie nelle persone predisposte, un meccanismo per  cui l’articolazione, ad esempio quella del ginocchio o della caviglia, si indebolisce e diventa  conseguentemente più esposta al rischio di cedimenti. A volte basta poco. Magari correndo su un terreno non propriamente piano una piccola “storta”, che normalmente verrebbe sopportata senza problemi, scatena un forte dolore alla caviglia e costringe a fermarsi.  Purtroppo più si va avanti più c’è il rischio che la stessa articolazione, visti i ripetuti “insulti” legati anche alla sua debolezza strutturale, diventi sempre meno pronta a rispondere agli stimoli e prenda la strada della degenerazione, aprendo la porta all’artrosi. Il risultato di questa situazione, in ogni modo, va sempre valutato caso per caso. 
Quando l’articolazione non “tiene” possono comparire dolore e gonfiore, con la necessità di fermare lo sforzo fisico. In questi frangenti i rimedi sopracitati sono sempre utili, quando meno per contrastare i sintomi. Il freddo limita l’infiammazione, il riposo consente all’articolazione di “rimettersi in sesto” e soprattutto i farmaci di automedicazione possono aiutare a lenire il dolore e il gonfiore. Va comunque detto che avere l’articolazione “ballerina” non è segno di vera e propria patologia, ma semplicemente di una predisposizione personale per cui i legamenti che tengono al proprio posto l’articolazione consentendo i corretti movimenti sono meno resistenti a quelli di altre persone. Anche se il problema nasce spesso per una sorta di “maledizione” strutturale, non va dimenticato che traumi intensi possono scatenare la situazione. Sul fronte del trattamento, ovviamente, oltre al controllo dei sintomi quando i problemi si ripetono va sempre interpellato il medico, per mettere in atto quelle terapie (dalla semplice fisioterapia fino a trattamenti più impegnativi) che possono consentire di recuperare una maggior stabilità articolare. 
 

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