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Mal di gola: è (anche) questione di genetica?

09 aprile 2019
Mal di gola è anche questione di genetica
Bruciore in gola, raucedine, difficoltà a deglutire. Sono tanti i sintomi che si possono accompagnare il mal di gola ed è altrettanto innegabile che, nella maggioranza dei casi, i problemi sono legati ad un’infezione virale. Anche per questo sono fondamentali i farmaci di automedicazione: le infezioni virali, per la loro stessa caratteristica, debbono essere “vinte” dall’organismo. Il tempo che il corpo impiega a debellare l’infezione è quello caratterizzato dalla presenza dei sintomi e per questo i farmaci di automedicazione, che possono essere assunti sia per via generale che localmente, rappresentano una soluzione efficace per lenire i disturbi. La situazione ovviamente cambia quando a determinare i sintomi – e magari anche qualche linea di febbre – è un batterio. In questi casi, pur rimanendo valido l’eventuale ricorso all’automedicazione per contrastare i sintomi, la parola per la terapia deve assolutamente passare al medico, che può indicare, se lo ritiene necessario rispetto al quadro clinico, l’antibiotico più specifico per il singolo caso.
Sotto la lente di ingrandimento degli esperti, specie se si parla di bambini, è soprattutto un batterio, lo streptococco di gruppo A. Ed è su questo germe che si è concentrata l’attenzione degli scienziati del La Jolla Institute of Immunology, che hanno cercato di capire come mai in alcuni bambini l’infezione da streptococco si ripeta molte volte. Stando alla ricerca pubblicata su Science Translational Medicine, a spiegare questa particolare ripetitività del mal di gola batterico sarebbe una sorta di “maledizione” genetica che si associa a particolari caratteristiche immunologiche.
Per arrivare a questo conclusione si è partiti da un’indagine istologica, cioè di un campione di tessuto, in bambini che avevano avuto l’asporto delle tonsille proprio per la ripetizione di questi episodi. Attraverso lo studio dei campioni istologici si è visto che le tonsille dei bambini che avevano subito ripetutamente gli attacchi dello streptococco A mostravano alcune caratteristiche particolari. Oltre ad avere meno cellule B e T, quelle che entrano in gioco proprio nella difesa dagli attacchi ripetuti dei batteri, risultavano essere meno ampie le aree in cui queste cellule si sviluppano. Per questo le tonsilliti potevano essere più frequenti, visto che la tossina prodotta dal batterio poteva incontrare un ambiente più facile e difese meno numerose e “attrezzate” per proteggerlo. A far pensare anche ad un’ipotesi di predisposizione genetica, infine, c’è anche un altro dato: nei piccoli che avevano spesso tonsilliti legate al batterio, così come nei parenti, si è rivelato che esistevano caratteristiche genetiche che potevano spiegare sia la minor capacità difensiva sia la carente protezione nei confronti del batterio. Risultato? Quando il mal di gola da streptococco si ripete, forse anche la genetica fa la sua parte!

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