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Se l’intestino è pigro, la centrifuga non aiuta chi cerca le fibre

11 giugno 2019
Intestino pigro la centrifuga non aiuta chi cerca le fibre
Cambio di alimentazione, nervosismo, scarsa attività fisica. Aggiungete il caldo che in questo periodo comincia a farla da padrone e la scarsa tendenza di alcune persone a bere meno rispetto alle esigenze dell’organismo. Fate la somma di questi elementi, aggiungete un pizzico di predisposizione ed avrete realizzato il cocktail dei principali fattori che possono rendere più difficile garantire la regolarità di svuotamento  del nostro intestino. Uno dei primi passi da fare, assieme al cambio delle abitudini sbagliate (l’attività fisica è fondamentale poiché anche l’intestino beneficia della nostra attitudine a muoverci regolarmente) è sicuramente fare in modo che l’alimentazione offra al corpo le fibre di cui ha bisogno perché il tubo digerente si muova correttamente. Prima di tutto, quindi, occorre fare attenzione alla dieta. Consumare regolarmente frutta, verdura e alimenti consente di mantenere efficaci le contrazioni intestinali. Tra i frutti, particolarmente indicati sono le ciliegie, l’uva, le mele (da mangiare con la buccia, ricca di fibra) e le prugne. Tra le  verdure più ricche di fibre ci sono invece le carote, le bietole, i porri e la cicoria.  Tra le fibre, meglio consumare quelle insolubili in acqua sono più utili per combattere la stitichezza, e sono presenti soprattutto nei cereali e nella crusca. All’interno dell’intestino, per la loro struttura chimica, si riempiono infatti di acqua e quindi aumentano il volume e la consistenza delle feci. Occorre anche bere almeno un litro e mezzo d’acqua al giorno, per consentire alle feci di formarsi visto che queste sono fatte per due terzi da acqua. 

Idratarsi bevendo e mangiando è importantissimo quindi per tutto l’organismo e il suo corretto funzionamento. Proprio in questo senso, anche per soddisfare il palato ed il senso di sete, sempre più si diffonde la tendenza ad assumere frutta e verdura sotto forma di “liquidi”, bevendo anziché mangiando questi alimenti. Se l’obiettivo di questa scelta è aiutare l’intestino a contrarsi meglio, tuttavia, non dimenticate che ci sono modalità di preparazione che tendono a “disperdere” le fibre presenti nel vegetale di partenza. Per questo conviene sempre puntare sui frullati, che riescono a conservare almeno in parte la consistenza e la struttura del vegetale. Diversa è la situazione quando invece si punta sull’estrattore: in questo caso si salvaguardano meglio le componenti vitaminiche e minerali presenti nella frutta e nella verdura, ma si rischia comunque di perdere per strada le fibre di cui si ha necessità. Se possibile, quindi, ricordate che se dovete combattere la pigrizia intestinale i vegetali dovrebbero essere, per quanto possibili, integri per espletare la loro funzione. Se tuttavia la stitichezza permane nonostante tutto, i farmaci di automedicazione ad azione lassativa, se assunti solo per pochi giorni e nei momenti più “critici” per il movimento intestinale, possono rappresentare una valida soluzione per aiutare l’intestino pigro a “superare l’impasse”. Se la stitichezza permane nel tempo, comunque, va sempre richiesto il parere del medico oltre ad agire sul proprio stile di vita.
 

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