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Buon riposo, anche se il partner russa!

25 luglio 2019
Buon riposo anche se il partner russa
Riposare bene d’estate non è sempre facile. Il caldo, le zanzare e alla mattina, la luce che ci fa svegliare prima di quanto vorremmo possono rendere più difficoltoso un sonno davvero ristoratore. A volte, poi, senza considerare tensioni e preoccupazioni che comunque possono “toglierci il sonno” tutto l’anno, a complicare la situazione c’è il russare del nostro partner. Certamente quando si pensa a qualcuno che russa si è erroneamente portati a credere che il problema sia prevalentemente maschile In realtà non sono solo gli uomini che respirano rumorosamente nel sonno. Il russamento è, infatti, una condizione che caratterizza  quasi equamente i due sessi. Molte donne russano, soprattutto nel periodo dopo la menopausa. Le donne tuttavia ne sono meno consapevoli anche perché capita che i partner abbiano un sonno “più pesante”, tanto da non accorgersi del russare del propria compagna. A dirlo, certificando come anche il gentil sesso sia a rischio per il russamento (e per le possibile apnee notturne che ad esso si legano), è una ricerca condotta in Israele, pubblicata su Journal of Clinical Sleep Medicine. Lo studio ha preso in esame il sonno di quasi 2000 persone, e ha analizzato le caratteristiche dei rumori notturni emessi dal campione durante il sonno avvalendosi dell’ausilio delle registrazioni fatte con uno speciale dispositivo (il fonometro). La ricerca ha evidenziato come le donne, parimenti agli uomini, dormono producendo un leggero brontolio nel respiro, che in molti casi è un vero e proprio russamento. Se è difficile, ancor di più in estate, riposare bene se chi ci è a fianco russa, è fondamentale non sottovalutare il problema. Infatti, il russamento, scientificamente roncopatia, è causato dall’ insufficiente apporto di aria dal naso o dalla bocca. La riduzione del flusso d’aria provoca un restringimento delle vie aeree e la vibrazione delle pareti molli del palato che causano il classico rumore emesso dai russatori.
Le cause possono essere molteplici. Si va, infatti, dalla scorretta posizione assunta mentre si dorme, al consumo di alcolici e tranquillanti (in entrambi i casi, tali sostanze determinano il rilassamento della muscolatura e favoriscono il fenomeno),  al sovrappeso o all’obesità (l’accumulo di adipe anche lungo le pareti del faringe, è un fattore che facilita il russare), fino a problemi strutturali all’apparato respiratorio (p.es. setto deviato, polipi tonsille ingrossate), che vanno certamente indagati dal medico, o a cause anatomiche predisponenti (p.es. palato molle, ipertrofia delle tonsille, conformazione della mandibola). Infine, il peggioramento della roncopatia  è legato al rilassamento dei tessuti con l’avanzare dell’ età. Il persistere delle condizioni che rendono difficoltosa la respirazione notturna può condurre, con il tempo a un sempre maggiore restringimento delle vie aeree così che in alcuni momenti queste si chiudono e si “va in apnea”. Può generarsi cosi la c.d. Sindrome Ostruttiva Respiratoria del Sonno (OSAS) che provoca riduzione dell’ossigenazione del sangue durante la notte e può determinare una serie di complicanze come ipertensione arteriosa, aritmie cardiache, difficoltà di concentrazione, sonnolenza diurna.
Per questo, in caso di russamento, è sempre bene parlarne con il medico per comprenderne le case e valutare complessivamente la situazione per decidere se e come intervenire. Nei casi di russamento lieve, può essere utile adottare alcuni accorgimenti, come dormire con la testa sollevata, perdere peso, evitare di bere alcolici alla sera. Per chi, invece, proprio non riesce a dormire se il partner russa, può essere utile il ricorso a sostanze blandamente sedative, come i farmaci a base di valeriana, e prendere alcuni accorgimenti per addormentarsi, ancor più nelle calde serate estive. Quando il clima si fa eccessivamente caldo e si suda sotto le lenzuola, una doccia rinfrescante può aiutare a creare quella sensazione piacevole che può aiutarci a prendere sonno più velocemente. Allo stesso modo, è importante cercare di addormentarsi sempre alla stessa ora, rispettando la propria “porta del sonno”. L’organismo è infatti abituato a lasciarsi andare al sonno sempre alla stessa ora e, come accade per gli “slot” degli aerei, se si perde questo appuntamento quello successivo può giungere anche dopo diverse ore. Per quanto riguarda la posizione da tenere, se è vero che per chi russa quella supina è la meno consigliata visto che più facilmente la lingua tende ad andare indietro e quindi ad ostruire le vie del respiro, in termini generali rimanere supini è utile. In questo posizione gli organi fondamentali del corpo si trovano in condizione ideale: per chi proprio non sopporta la posizione supina, meglio riposare sul fianco destro, per evitare compressioni del cuore. Infine, pur se l’attività fisica risulta ovviamente stancante e quindi può aiutare a riposare, meglio farla a distanza di almeno due ore dal momento in cui si appoggia la testa al cuscino. Altrimenti si rischia che il corpo, ancora “agitato” per lo sforzo, non “accetti” il riposo. 

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