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Emorroidi, cosa fare con quel fastidio “nascosto”

12 settembre 2019
Emorroidi cosa fare con quel fastidio nascosto
Il primo fastidio, che quasi sempre viene però sottovalutato, è una sensazione di pesantezza e di fastidio nella zona anale, associata a difficoltà di evacuazione. Solo dopo, magari, può comparire qualche goccia di sangue. Ovviamente occorre parlarne con il medico, ma se vengono diagnosticate le emorroidi, poi occorre puntare sull’igiene e, per contenere i disturbi nelle forme più lievi, si può puntare sui farmaci di automedicazione ad azione antiemorroidaria e antisettica, fondamentali per aiutare la parete delle vene a mantenersi più “forte” e a ridurre il rischio della dilatazione, oltre che per mantenere igienicamente protetta l’area e ridurre il rischio di complicazioni. La perdita di sangue nelle emorroidi compare quasi sempre in un secondo momento, dopo che già si è manifestata la sensazione di gonfiore in prossimità dell’ano. In genere, il sanguinamento legato alle emorroidi è molto limitato, e si riscontra dopo l’evacuazione. Normalmente ci si accorge della presenza delle vene “sofferenti” solo perché sul foglio di carta igienica compaiono piccole macchie rosse. Più che una vera e propria emorragia, quindi, normalmente le perdite da emorroidi sono di pochissime gocce di sangue. Per cui anche il rischio di anemia è davvero ridotto. A volte, poi, le emorroidi possono portare, oltre che a prurito e bruciore, un forte dolore. Questo deve far pensare ad un peggioramento della situazione, perché normalmente il dolore è quasi del tutto assente e la sua comparsa è indice di una “crisi” emorroidaria. Questa condizione è legata alla protrusione delle vene rigonfie attraverso il canale anale. Quando ciò accade, le vene “gonfie” vengono compresse dallo sfintere anale, e quindi fanno male. Le emorroidi, insomma, non sono altro che vene varicose, pur se localizzate nella zona dell’ano e non, come siamo abituati a pensare, lungo le gambe. E come le vene varicose presentano alcune caratteristiche che le rendono estremamente “sensibili”. Prima di tutto la loro parete è molto più sottile di quella di altre vene e questo la rende molto vulnerabile, tanto che le gocce di sangue al termine della defecazione sono proprio legate a “cedimenti” localizzati della parete venosa incapace di sopportare la pressione interna.  Questa specifica condizione di debolezza rende le emorroidi molto più suscettibili ai traumi, per cui anche uno strofinamento energico con la carta igienica può indurre un sanguinamento. Purtroppo la presenza di questi grappoli di vene può portare a stitichezza cronica, legata al tentativo di ridurre il fastidio durante la defecazione, e a prurito nella zona dell’ano, dovuto ai problemi circolatori locali. A volte le difficoltà circolatorie favoriscono anche la comparsa di piccoli eczemi, localizzati intorno alla zona anale. Per questo l’automedicazione responsabile, nelle forme più lievi, può essere di grande aiuto per contrastare le emorroidi e per lenire i fastidi che ad essere si associano. Sul fronte della prevenzione, la prima regola è mantenere attivi i movimenti intestinali con una dieta che  ne contrasti la pigrizia: frutta e verdura, cibi integrali (pane pasta o riso) ricchi di fibre, yogurt per ridare fermenti lattici all’intestino. In questo modo si può “rimettere” in moto la normale attività intestinale e fare in modo che i ritmi d’evacuazione del viscere siano regolari. Utile è anche condire regolarmente con olio extravergine d’oliva, che ha un’azione emolliente sulle feci, evitando i cibi irritanti come spezie e cioccolato. Indicata è ovviamente l’attività fisica regolare perché la sedentarietà del corpo si riflette inevitabilmente sulla situazione intestinale. Sul fronte dell’igiene conviene evitare l’uso di detergenti che indeboliscono la pelle intorno all’ano, e quindi facilitano la comparsa dei sintomi. Utili sono semplici bidet, da ripetere almeno tre volte al giorno, con un pizzico di acido borico mescolato ad  acqua tiepida. Queste abluzioni aiutano a prevenire l’infiammazione e comunque mantengono pulita la parte sofferente. Infine, in caso di prurito e bruciore localizzato nell’area anale, oltre ai farmaci di automedicazione ad azione antipruriginosa e antisettica conviene indossare indumenti che non costringano, per evitare di creare le condizioni ideali per lo sviluppo di micosi.

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