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Esiste un “doppio naso”?

17 ottobre 2019
Esiste un doppio naso
Sembra che ci sia – almeno in alcune specie animali -  un “secondo naso” collegato al cervello. Pare infatti che esistano collegamenti diretti tra i recettori che captano alcuni segnali olfattivi e il c.d. cervello “emotivo”,  che “sente” e “capta” attraverso vie “diverse” rispetto al cervello c.d. “cognitivo” che riceve ed elabora gli stimoli sensitivi.
Questo è quanto capita, per esempio, nei topi per quanto riguarda il riconoscimento e la trasformazione dei segnali chimici dei ferormoni, sostanze biochimiche prodotte dagli organismi viventi  per inviare segnali ad altri individui della stessa specie. I topi sentono i ferormoni attraverso una sorta di secondo naso e infatti hanno ben duecento geni che riconoscono i ferormoni contro i tre dell’essere umano. 
Nell’essere umano, l’”organo nasale” che dovrebbe coordinare queste reazioni non è ancora stato identificato: nell’uomo non sembrano esistere elementi in grado di trasformare il segnale “chimico” dei ferormoni in stimolo elettrico per le cellule nervose né esiste una connessione anatomicamente dimostrata tra questo ipotetico organo e il cervello. Mentre la scienza cerca di capire se esiste anche per la specie umana  un secondo naso invisibile, c’è, tuttavia, la possibilità di credere di avere due nasi proprio a causa di un errore percettivo nella trasmissione degli stimoli al cervello! Ecco un piccolo test che dimostrerà proprio come l’errore sia sempre dietro l’angolo anche di fronte a una situazione del tutto naturale, come il gesto di toccarsi il naso. Se provate a toccare la punta del naso con il dito indice e poi a ripetere la stessa manovra con il medio, nessun problema. Ma c’è il modo di far sembrare che i nasi siano due. Come? Incrociate l’indice con il medio, come se doveste giurare il falso. Poi appoggiate l’ultimo polpastrello delle due dita sulla punta del naso e massaggiate delicatamente con entrambe le dita. Dopo qualche secondo potrebbe accade che sembri di toccare due nasi. E’ solo uno degli strani “sotterfugi” dei sensi. Infatti la posizione delle due dita incrociate “inganna” i recettori tattili dei polpastrelli, che quindi non sanno riconoscere l’unicità del segnale di partenza. 
 

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