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Attenzione al fegato che “ingrassa”

19 novembre 2019
Attenzione al fegato che ingrassa
Chi pensa che solo l’alcol e i virus possano danneggiare il fegato probabilmente non conosce una condizione sempre più diffusa, che attacca la salute del “laboratorio” del nostro corpo. Il fegato, infatti, risente molto delle nostre abitudini, in particolare a tavola, tanto che in alcuni casi disturbi che interessano l’apparato digerente come una digestione lenta, il senso di sonnolenza che compare dopo un pasto oppure un mal di testa apparentemente inspiegabile possono avere origine proprio dagli eccessi alimentari, che oltre ad appesantire lo stomaco influiscono anche sul benessere epatico. Al fine di preservarlo, occorre puntare sulle buone abitudini utili a contrastare quella che gli esperti chiamano steatosi non alcolica determinata da un accumulo anomalo di lipidi nel tessuto nelle cellule epatiche che, di conseguenza, lavorano meno e peggio. Tecnicamente questa condizione si definisce “degenerazione grassa del fegato”, ed è una lesione reversibile a differenza della cirrosi epatica. Per cui facendo un pizzico di attenzione si può rimettere in forma il proprio fegato per garantirne la piena funzionalità. Il fegato, infatti è un organo importantissimo, in grado di svolgere quasi cinquecento reazioni chimiche diverse indispensabili al benessere. E’ il fegato che ripulisce le sostanze assimilate da quello che potrebbe essere nocivo per il corpo e che lavora i grassi dei cibi. Inoltre, il fegato produce il colesterolo, la bile e sintetizza numerosi enzimi. In più fa da “contenitore” naturale per molte vitamine come la A e la D, per cui non abbiamo bisogno di ingerirne continuamente con i cibi. Infine, ad esso si deve un fondamentale contributo per il mantenimento del livello del glucosio nel sangue, cioè della glicemia. Se si soffre di steatosi ovviamente il fegato non riesce a lavorare al meglio e l’intero corpo ne soffre. Quando si esagera con un’alimentazione poco salutare, le cellule del fegato scoppiano di grasso, si rompono e ne fuoriescono gli enzimi “transaminasi” (quelli che si riscontrano negli esami del sangue con le sigle GOT e GPT). Per fortuna i valori possono regredire dopo un periodo di dieta ipocalorica, limitando i grassi, in particolare di origine animale. Come se non bastasse, proprio il grasso concentrato nelle cellule del fegato diventa un potenzialmente nemico per la salute di tutto l’organismo.  Avere la “ciccia” nascosta tra le pieghe dell’organo, infatti, significa che si è maggiormente soggetti a soffrire della sindrome metabolica, caratterizzata da sovrappeso/obesità, diabete, ipertensione, aumento dei trigliceridi, riduzione del colesterolo buono o HDL. Per chi ha in mente di “alleggerire” il peso dell’adipe sul fegato, insomma, bisogna cambiare le abitudini alimentai. Per un’alimentazione corretta, l’ideale rimane affidarsi alla dieta mediterranea, che è povera di grassi saturi di formaggi, salumi, dolci, mentre è ricca di frutta, verdura, legumi, pesce. È poi ovviamente indispensabile una riduzione delle calorie nel caso in cui si sia sovrappeso. Infine, anche se la pigrizia sembra dominare, ricordiamoci la regola principe: bisogna muoversi con regolarità!

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